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| Clemens PP. XIII A quo die IntraText CT - Lettura del testo |
1. Riterrete dunque fedele ministro a cui affidare una porzione del gregge del Signore non colui che può vantare studi privati o una qualche raccomandazione, ma colui che è ottimo sotto ogni punto di vista; particolarmente colui la cui virtù e discrezione tenderebbero a rifiutare il ministero. Come regola generale, "non abbiate fretta di imporre le mani ad alcuno",51 cosa che, a Nostro parere, inevitabilmente avviene quando le persone non vengono esaminate e provate che una o due volte; mentre il candidato dovrebbe essere accuratamente e attentamente interrogato e severamente giudicato, perché non accada che, "fatti complici dei peccati altrui",52 meritiamo da Dio il castigo della nostra inconsulta temerità. Non vi infastidite, Venerabili Fratelli, se un po’ più a lungo ci soffermiamo su un argomento che richiede grande precauzione. Quali sono i sacerdoti, di solito tale generalmente è anche il popolo. In essi, soprattutto se sono Parroci, come in uno specchio, tutti fissano lo sguardo. Dobbiamo essere convinti che nessuno fa tanto male alla Chiesa quanto i Chierici viziosi, che trasmettono i loro vizi al popolo e lo corrompono al punto che il loro esempio si rivela più dannoso del peccato stesso.