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| Clemens PP. XIII A quo die IntraText CT - Lettura del testo |
1. Anche se fossero eccellenti coloro che abbiamo scelto per il sacro ministero, non per questo dobbiamo ritenere di avere adempiuto il dovere di evangelizzare; in questo modo noi daremmo l’impressione di avere ceduto ad altre mani le reti che il Signore ha affidato a noi perché fossimo "pescatori di uomini".53 Principale dovere dei Vescovi è annunciare la Parola di Dio. "Guai a me se non predicassi il Vangelo, – gridava l’Apostolo – è un dovere per me";54 e dichiarava di avere ricevuto l’incarico da Cristo Signore non tanto di battezzare – ministero certamente santo – ma principalmente di evangelizzare.55 A giudizio degli stessi Apostoli, il ministero della Parola occupa il primo posto; e quei santissimi uomini giudicarono che "non era giusto trascurarlo";56 e per questo stabilirono di affidare ai Diaconi le altre opere che riguardavano il servizio della carità al prossimo.57
2. E il beatissimo Paolo scrive a Timoteo; "Dedicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento".58 Se un Vescovo si ritiene non idoneo alla predicazione e dichiara che questo ministero non entra nelle sue capacità, non lasci mancare però il suo servizio nelle altre attività che in qualche modo riguardano la Parola di Dio. Pertanto, se ai Chierici ha ordinato di insegnare i primi elementi della Dottrina Cristiana ai fanciulli, non lasci mancare in questo settore la sua opera. Si affianchi ai parroci nell’insegnare al popolo, affinché il suo dovere di annunciare la Parola almeno in parte sia salvaguardato: cosa che sarà di grandissima utilità, perché stimolerà tutti a compiere ciascuno il proprio dovere.
3. Perciò non gli sia gravoso amministrare qualche volta i Sacramenti ai fedeli insieme ai Confratelli sacerdoti; andare ogni tanto in Coro a cantare i Salmi con i Canonici; presiedere personalmente gli incontri che ha messo in programma: in forza di questa presenza i sacri Ministri riceveranno una non piccola parte del suo spirito, come i settanta uomini dello spirito di Mosè. A questo si aggiunga il fatto che il popolo, che osserva questi comportamenti, si farà un’altissima opinione della santità del culto divino; e coloro che ne sono indegni, scoraggiati da questo sublime spettacolo, si guarderanno bene dall’aspirare al sacro Ministero.