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| Clemens PP. XIII A quo die IntraText CT - Lettura del testo |
1. Inoltre alle parole si aggiunga sempre l’esempio: "Offriamo noi stessi come esempio in tutto di buona condotta",59 perché "il nostro avversario resti confuso, non avendo nulla di male da dire sul conto nostro".60 Le opere non siano mute, perché non illuminate dalla parola: e le parole non debbono vergognarsi, perché non confermate dai fatti; teniamo ben fisso nell’animo che il perfetto Principe della Chiesa deve possedere come sua dote particolare le più grandi virtù, perché la sua vita sia resa splendente dalla parola, e la dottrina dalla vita. La casa di ognuno di noi sia cattedra di pudore e di moderazione, modello di Disciplina Ecclesiastica; in essa regnino sempre dignità e concordia: ciò conseguiremo se non ci lasceremo condizionare dalla volontà e dal favore di alcuno, se in nulla cederemo alla debolezza dell’animo e alla mollezza, se a nessuno concederemo privilegi, perché questo molto spesso genera confusione nel governo della Chiesa, e può portare anche ad offese gravi, e procurare al Vescovo invidia e disprezzo.