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| Clemens PP. XIII In Dominico agro IntraText CT - Lettura del testo |
1. I Romani Pontefici Nostri Predecessori, conoscendo perfettamente ciò, posero tutto il loro impegno per stroncare non solo con la spada dell’anatema i germi velenosi degli errori fin dal loro nascere, ma anche per amputare certe idee effervescenti che, magari per eccesso, impedissero nel popolo cristiano un più generoso frutto di fede, o potessero nuocere agli animi dei fedeli per un’eccessiva vicinanza all’errore. Perciò, dopo che il Concilio di Trento condannò quelle eresie che avevano cercato allora di offuscare lo splendore della Chiesa, e riportò la cattolica verità in più chiara luce, avendo in certo modo allontanato la nebbia degli errori; i medesimi Nostri Predecessori, avendo compreso che quel sacro Convegno della Chiesa universale aveva adoperato sì prudente saggezza e tanta discrezione nell’astenersi dal riprovare opinioni fondate sull’autorità dei Dottori della Chiesa; secondo il pensiero del medesimo sacro Concilio vollero dar mano ad un’altra opera che comprendesse tutta la dottrina sulla quale era opportuno che i fedeli fossero istruiti, e che fosse assolutamente lontana da qualsiasi errore. Divulgarono, stampato, un libro intitolato Catechismo Romano, e per questo meritano doppia lode. Infatti in esso riposero la dottrina che è comune nella Chiesa ed è lontana da qualsiasi pericolo; e proposero con eloquenti parole di farla conoscere al popolo, obbedendo così al precetto di Cristo Signore, che ordinò agli apostoli di divulgare nella luce4 ciò che egli avesse detto nelle tenebre, e ciò che avevano udito in un orecchio lo predicassero sopra i tetti, fedeli alla Chiesa sposa, conforme all’espressione: "Dimmi dove riposi nel meriggio".5 Dove infatti non sia meriggio, e quindi la luce non sia così chiara che apertamente si conosca la verità, facilmente al suo posto si recepisce la falsità a causa di un certa verosimiglianza, che nell’oscurità difficilmente si discerne dal vero. Sapevano infatti che c’erano stati precedentemente, e ci sarebbero stati nel futuro, coloro che potevano invitare i pascenti e promettere più abbondanti pascoli di sapienza e di scienza: verso questi, molti sarebbero accorsi, perché le acque furtive sono più dolci ed il pane nascosto è più soave.6
2. Perché dunque la Chiesa sedotta non vagasse al seguito di greggi di complici, vagabondi essi stessi, privi di alcuna certezza di verità, sempre discenti7 e non mai giunti ad una scienza di verità, proposero fosse chiaramente ed in forma trasparente spiegato e consegnato al popolo cristiano soltanto quello che fosse necessario e sommamente utile per la salvezza.