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| Clemens PP. XIII Summa quae IntraText CT - Lettura del testo |
1. Sappiano perciò che la più importante parte del loro ministero è che essi stessi si mettano innanzi fermamente, come un muro per la casa di Israele, contro l’impeto di tutti gli avversari. Dovranno considerarsi disertori dal gregge della Chiesa di Dio, se asseconderanno le frodi dei nemici o in qualche modo connivendo o tollerando favoriranno le loro macchinazioni. Persistano pure le più grandi calamità e l’esilio; vengano appresso le privazioni degli onori, dei beni e della vita stessa. Sopportino con pazienza, purché le stesse mani sacerdotali non siano macchiate dal consenso alla malvagità altrui, o per colpa loro diminuisca l’integrità della Religione o si contamini lo stesso Santuario. Certamente dovrà essere considerato più beato colui che possa, in questa costanza di comportamento, commutare la breve e passeggera condizione di questa vita con l’infinita ed eterna ricompensa; sia ritenuto degno di ricevere quella immarcescibile corona che riteniamo sia stata preparata dall’ottimo Principe dei Pastori per coloro che offrono la propria vita per le pecore affidate alle loro cure.
2. Venerabili Fratelli, avevamo queste cose di gravissima materia sulle quali ammonirvi per l’indispensabile salvezza vostra e del vostro gregge.
3. Il nostro Signore Gesù Cristo, con l’aiuto della sua grazia, confermi e rinforzi in Voi sentimenti che siano coerenti con la Vostra vocazione e portino a Voi una pari alacrità e grandezza d’animo per compierla.
Mentre imploriamo per Voi l’abbondanza dei doni divini, Vi impartiamo con amore, in auspicio dei medesimi, la Benedizione Apostolica.
Dato a Roma, presso Santa Maria Maggiore, sotto l’anello del Pescatore, il 6 gennaio 1768, nell’anno decimo del Nostro Pontificato.