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| Leo PP. XIII Pontifices Maximi IntraText CT - Lettura del testo |
1. I Pontefici Massimi, Nostri Predecessori, per antica istituzione della Chiesa Romana, già fin dall’inizio del loro apostolico ministero ebbero la consuetudine di aprire con paterna liberalità a tutti i fedeli i tesori dei doni celesti e di indire nella Chiesa comuni preghiere, per dare loro l’opportunità di uno spirituale e salutare guadagno e per eccitarli a conciliare con suppliche, con opere espiatorie e con elemosine l’aiuto dell’eterno Pastore. Tale cosa per una parte era come un dono augurale che i Supremi Capi della Chiesa nell’incominciare il loro apostolico ministero offrivano ai loro figli in Cristo, come un sacro pegno di quella carità con la quale abbracciavano la famiglia cristiana; dall’altra parte poi era un solenne ufficio di pietà e di virtù cristiana, con il quale i fedeli, congiunti coi loro Pastori al Capo visibile della Chiesa, si adoperavano presso Dio affinché il Padre delle misericordie non solo (per usare le parole di San Leone) guardasse propizio il suo gregge , "ma anche lo stesso Pastore delle sue pecore" e lo aiutasse "e si degnasse di custodirlo e di pascerlo".