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| Leo PP. XIII Inscrutabili Dei consilio IntraText CT - Lettura del testo |
Qualora poi si volga lo sguardo alle opere del Pontificato Romano, qual cosa può esservi di più iniquo che il negare quanto bene i Pontefici Romani abbiano meritato di tutta la società civile? Certamente i Nostri Predecessori, al fine di procacciare il bene dei popoli, non esitarono ad intraprendere lotte di ogni genere, sostenere gravi fatiche, affrontare spinose difficoltà; e con gli occhi fissi al cielo, non curvarono mai la fronte alle minacce degli empi, né vollero con degeneri consensi tradire per lusinghe e promesse la loro missione. Fu questa Sede Apostolica che raccolse e cementò gli avanzi della vecchia società cadente; fu essa la benigna fiaccola che fece risplendere la civiltà dei tempi cristiani; fu essa, l’ancora di salvezza tra le fierissime tempeste che sbatterono l’umanità; il sacro vincolo di concordia che strinse fra loro nazioni lontane e diverse per costumi; fu infine il centro comune di religione e di fede, di azione e di pace. Che più? È vanto dei Pontefici Massimi l’essersi costantemente opposti quale muro e baluardo, perché la società umana non ricadesse nella superstizione e nell’antica barbarie.