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| Pius PP. VI Quoties animo IntraText CT - Lettura del testo |
A nome dello stesso Carlo, re cattolico, Ci è stato esposto che il debito pubblico è talmente cresciuto da far temere danni immensi per i sudditi. Pertanto, lo stesso Re, dopo matura riflessione, ha ritenuto che fra tutti i rimedi nulla sarebbe più opportuno che vendere e alienare tutti i fondi e i beni esistenti nel suo dominio e in qualunque modo appartenenti e attinenti ad ospedali, ospizi, orfanotrofi, confraternite e ad altre opere pie e laicali, nonché a cappellanie collative e a fondazioni ecclesiastiche di analogo giuspatronato, anche ecclesiastico, e di destinare il ricavato all’annullamento e all’estinzione del debito pubblico, con la promessa di versare ai proprietari dei fondi e dei beni, tramite il regio erario, un interesse annuo del tre per cento. Se Noi lo autorizzassimo, ciò non solo non sarebbe di danno, ma tornerebbe a vantaggio delle stesse opere pie e fondazioni. Dispose pertanto che Ci venisse chiesto umilmente che Ci degnassimo, con apostolica benevolenza, di provvedere opportunamente a quanto sopra detto.