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In verità ignoriamo se uno scritto di tal
specie sia autentico o no. Del resto, chi lo ha pubblicato ha premesso un avvertimento:
lascia la libertà ai francesi di accordare al testo quella fiducia che
riterranno possa meritare. Nondimeno, siccome il ristabilimento della Religione
Cattolica, al quale sembrano mirare non senza la massima lode le intenzioni dei
predetti generali, è sempre stato il principale e unico scopo delle Nostre
apostoliche funzioni, poiché i ricordati comandanti, eleggendo in questo caso
un certo individuo che si considera Vescovo di Agra e Vicario apostolico non
solo non conseguono il fine che si prefiggono, ma aprono anche una più larga
strada all’errore, non senza una gravissima mistificazione per i fedeli, dal
momento che Ci risulta non esistere in alcun luogo un Vescovo di tal nome e che
mai da Noi fu conferita la carica di vicario apostolico. Per togliere ogni
dubbio alla vicenda in un momento tanto importante, abbiamo deciso di
avvisarvi, diletti Figli Nostri e Venerabili Fratelli, che se qualcuno ha avuto
il coraggio di usare il titolo di Vescovo di Agra e di qualificarsi come
vicario apostolico non deve essere ritenuto tale da nessuno; anzi tutti lo
respingano e lo evitino come usurpatore di entrambe le dignità e considerino
tutti i suoi atti come sacrilegi in quanto viziati dal marchio della nullità.
Dallo scritto di cui sopra non si capisce quale sia il nome di questo
pseudo-vescovo, ma da altra fonte abbiamo saputo che si chiama Guillot de
Folleville.
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