Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Pius PP. VI
Super soliditate

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

Capp. XIII-XV

XIII.

1. Nel secondo Sinodo di Lione [anno 1274] fu pubblicata la professione di fede dei Greci, con la quale essi attestano di riconoscere che la Chiesa Romana ha il sommo e pieno primato e principato su tutta la Chiesa cattolica; essa li ricevette con pienezza di potere conferito dallo stesso Signore al beato Pietro, principe degli Apostoli e supremo vertice, del quale il Pontefice Romano è successore. Il Sinodo Fiorentino [anno 1489], seguendo precedenti Sinodi, sancì poi con un celebre decreto il dogma cattolico del primato.

XIV.

1. Ispirati dal medesimo spirito Divino, i Padri del Concilio Tridentino dichiararono che "i Pontefici massimi, in forza della suprema potestà conferita loro sulla Chiesa universale, poterono riservare al proprio particolare giudizio alcune più gravi cause criminali".1 Conseguentemente, tale potestà, che si diffonde su tutte le Chiese e per altri simili uffici – e che l’autore del libello si sforza malamente di respingereappartiene parimenti ai Pontefici, non acquisita in altro modo né conferita dagli inferiori, ma connessa al primato per diritto ordinario: a ciò deve rimettersi colui che non dubita che la celeste sapienza dei Sinodi è da anteporre di gran lunga alle dispute dell’umana ignoranza.

XV.

1. Eybel si richiama al Concilio di Costanza [anno 1414]. Ma era necessario che egli si ricordasse che in esso furono condannati sia gli errori di Wicleff, che affermava non essere necessario alla salvezza credere che la Chiesa Romana è la più alta fra le altre Chiese e che il Papa è il prossimo ed immediato vicario di Cristo, sia gli errori di Giovanni Huss secondo il quale Pietro non è né fu il capo della santa Chiesa Cattolica. Opponendo a tali errori una serie di parole assennate, Martino V prescrisse che si interrogassero coloro che erano sospettati: se credevano che il beato Pietro è il vicario di Cristo ed è dotato del potere di legare e di sciogliere sulla terra. Parimenti, che il Papa canonicamente eletto è il successore del beato Pietro ed ha la suprema autorità nella Chiesa di Dio. Parimenti, che il Papa può concedere indulgenza a tutti i Cristiani e altresì i singoli vescovi ai propri sottoposti secondo i limiti dei sacri canoni. Con ciò viene chiaramente confutato l’errore di costui il quale, dissertando sconsideratamente di indulgenze, ha osato scrivere che qualsiasi vescovo, nello stesso modo del Papa, può concedere le indulgenze. Chiunque vorrà considerare con maggiore attenzione, con animo equilibrato e sereno, i documenti dei Padri e dei Sinodi, avvertirà certamente che essi prevedono un’autorità di gran lunga più eminente di quella contenuta nei limiti di un mero direttorio – come diconodotato del compito di esortare, ammonire, riparare.




1 Conc. Trid., sessione XIV, cap. 7.




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) Copyright 1996-2007 EuloTech SRL