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| Pius PP. IX Non semel IntraText CT - Lettura del testo |
Non è la prima volta, Venerabili Fratelli, che nel Vostro Consesso abbiamo condannato l’audacia di alcuni i quali non ebbero difficoltà di fare a Noi, e per conseguenza a questa Apostolica Sede, l’ingiuria di far credere che Noi Ci fossimo discostati dai santissimi istituti dei Nostri Predecessori, e che (orribile cosa a dirsi!) in più d’un capo Ci fossimo allontanati dalla dottrina della Chiesa . Però nemmeno adesso mancano coloro i quali parlano di Noi e Ci considerano i principali Autori dei pubblici movimenti che negli ultimi tempi non solo in altre parti d’Europa, ma anche in Italia sono accaduti. Principalmente dai Paesi Germanici dell’Impero Austriaco sappiamo che ivi si divulga che il Sommo Pontefice, per mezzo di esploratori mandati colà e per mezzo di altre arti, abbia eccitato i Popoli d’Italia a promuovere nuovi mutamenti nelle pubbliche cose. Sappiamo ancora che alcuni nemici della Religione Cattolica prendono da ciò argomento per accendere il fuoco della vendetta negli animi dei Germanici, e così allontanarli dall’unione con questa Santa Sede. Orbene, quantunque Noi non dubitiamo punto che i Popoli Cattolici della Germania e i preclarissimi Vescovi che li governano siano lontanissimi di animo dalla malvagità dei predetti, sappiamo però che è Nostro dovere impedire lo scandalo di cui potrebbero patire gl’incauti ed i semplici, e di ributtare la calunnia, la quale ridonda in contumelia non tanto della persona della Nostra umiltà, quanto del supremo Apostolato del quale siamo insigniti, e di questa Santa Sede. E poiché quei denigratori, non potendo presentare alcun documento delle macchinazioni che Ci appongono, si ingegnano di mettere in sospetto quelle cose che Noi abbiamo fatte nell’assumere il governo dei Nostri Domini Temporali Pontifici; così Noi, per togliere loro questo appiglio di calunniare, abbiamo pensato di spiegare oggi chiaramente ed apertamente nel Vostro Consesso tutta la ragione di quelle cose.