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Pius PP. IX
Non semel

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Capitolo II

Voi non ignorate, Venerabili Fratelli, che fin dagli ultimi tempi di Pio VII Nostro Predecessore i principali Principi d’Europa si diedero cura di suggerire all’Apostolica Sede di adottare nell’amministrazione civile delle cose un metodo più spedito e più conforme ai desideri delle persone laiche. Poi, nel 1831, si fecero più solennemente manifesti i voti ed i consigli di questi Principi per mezzo di quel Memorandum che gl’Imperatori d’Austria e di Russia, e i Re dei Francesi, d’Inghilterra e di Prussia ritennero opportuno mandare a Roma per mezzo dei loro Ambasciatori. In quello scritto fra le altre cose si propose una Consulta di Stato per ciascuna provincia; poi si parla della istituzione o dell’ampliamento delle costituzioni Municipali, e della formazione di Consigli Provinciali, nonché di altre istituzioni da ordinare nelle Province a comune vantaggio, e di aprire ai Laici la possibilità di ottenere tutti gl’impieghi tanto nella pubblica amministrazione quanto nei Tribunali. Questi due ultimi articoli si proponevano principalmente come principi vitali del governo. In altri scritti degli Ambasciatori si parlò anche che si dovesse concedere a tutti, o a quasi tutti quelli degli Stati Pontifici che avevano mancato di fede al Sovrano, un più largo perdono.




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