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| Pius PP. IX Si semper antea IntraText CT - Lettura del testo |
Fin qui, Venerabili Fratelli, toccammo rapidamente quelle cose che Ci furono di gioia; ora per dovere del supremo Nostro Apostolico Ministero non possiamo fare a meno di parlarvi di ciò che travaglia, opprime e strazia il Nostro cuore. Sapete già, Venerabili Fratelli, la terribile ed inesorabile guerra suscitata fra la luce e le tenebre, fra la verità e l’errore, fra il vizio e la virtù, fra Belial e Cristo; né ignorate con quali arti e macchinazioni nefande i nemici di Dio e della società si sforzino per attaccare ed abbattere gl’interessi di nostra Santissima Religione; svellere dalle radici il germe di ogni cristiana virtù; propagare ovunque la sfrenata ed empia licenza di pensare e di vivere; con ogni sorta di perversi e perniciosi errori corrompere la mente e il cuore della moltitudine, specialmente inesperta, e dell’incauta gioventù; di conculcare i diritti divini ed umani e, se fosse possibile, rovesciare dalle fondamenta la Chiesa Cattolica, ed espugnare la Cattedra santa di Pietro. Ed ognuno vede quali e quanti mali, non senza grande dolore dell’animo Nostro, per opera del potere delle tenebre affliggano e travaglino l’ovile di Cristo a Noi affidato e la stessa società umana. Pertanto, Venerabili Fratelli, se mai altre volte prima, ora certamente sia Noi sia voi dobbiamo coraggiosamente adoperarci insieme uniti, e con ogni vigilanza, zelo e vigore, sia con opere, sia con parole, sia con l’esempio, per combattere impavidi le battaglie del Signore opponendo un muro per la casa d’Israele. Noi certamente, quantunque consapevoli della Nostra pochezza, pur tuttavia abbandonati al Divino aiuto, per dovere del Supremo Nostro Apostolico Ministero "non taceremo per amore di Sionne, né ci daremo posa per amore di Gerusalemme" (Is 62,1); e tenendo lo sguardo sempre fisso nell’autore della fede e nel perfezionatore Gesù, non risparmieremo né cure, né consigli, né fatiche per poter sostenere la casa di Dio, restaurare il tempio, riparare le rovine della Chiesa, provvedere alla comune salvezza, pronti e disposti a dar volenterosi la vita stessa per Gesù Cristo e per la sua Chiesa. E da questo luogo indirizzando il discorso a tutti i Venerabili Fratelli Vescovi dell’orbe cattolico chiamati a partecipare delle Nostre sollecitudini, mentre di nuovo grandemente Ci congratuliamo con loro delle illustri loro fatiche per la maggiore gloria di Dio, e per la salvezza delle anime, torniamo ad incoraggiarli, perché in questa orribile lotta contro la Divina Nostra Religione, concordi ed animati dagli stessi sentimenti, confortati nel Signore e nella potenza della sua virtù, prendendo lo scudo inespugnabile della fede, ed imbrandita la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, continuino vieppiù, come fecero finora, con episcopale valore, con costanza e prudenza a combattere intrepidamente per la Religione, ad opporsi agli sforzi dei nemici, a ribatterne i dardi, a romperne l’impeto, a difendere il gregge dalle insidie e dalle violenze e a condurlo nelle vie della salvezza.