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Epistola di Enoc IntraText CT - Lettura del testo |
CIII.
[1] Ed ora io vi giuro, o santi, sulla Sua grande gloria ed onore, sul Suo regno onorato e sulla Sua grandezza, io Vi giuro, [2] che io conosco questo mistero e lo ho letto sulle tavole del cielo ed ho visto la scrittura dei santi e vi ho trovato scritto ed impresso, a loro proposito, [3] che tutto il bello, la gioia e l'onore spetta a loro e (che) é stato scritto, per gli spiriti di coloro che sono morti in giustizia e in gran bene: "Vi sarà dato l'equivalente della vostra fatica, e la vostra parte sarà maggiore di quella dei vivi . [4] E vivrà lo spirito di voi che siete morti in giustizia e si rallegreranno e saranno lieti i loro spiriti ed il loro ricordo (resterà) davanti al volto del Grande per tutte le generazioni del mondo; ed ora non abbiate paura della loro ignominia .
[5] Guai a voi, peccatori, quando morrete nel vostro peccato e quando quelli che sono come voi diranno, a vostro proposito: "Sono beati, i peccatori, hanno visto tutti i loro giorni. [6] Adesso sono morti bene e in ricchezza, e non han visto guerre e pericoli durante la loro vita; sono morti in gloria e, durante la loro vita, non é stato fatto, per essi, alcun giudizio". [7] Sapete che si faranno scendere le loro anime agli inferi e che esse diverranno misere e la loro afflizione (sarà) grande? [8] E (che) il vostro spirito, in tenebra, in rete e fiamma ardente entrerà nella grande condanna e (che) la grande condanna sarà per tutte le generazioni in eterno? Guai a voi, perché non avrete pace!
[9] Non dite ai giusti e ai buoni che stanno in vita: "Nel tempo della nostra afflizione ci siamo affaticati , abbiamo visto ogni afflizione ed abbiamo trovato molte cose cattive e siamo finiti e diventati pochi, e il nostro spirito si é rimpicciolito; [10] e siamo morti e non vi era chi ci aiutasse, sia con parole che con opere. Siamo diventati incapaci e non abbiamo ottenuto alcunché e siamo stati afflitti e siamo morti e non abbiamo sperato di vedere la vita di giorno in giorno. [11] Sperammo di diventare capi e divenimmo code. Ci affaticammo nel lavorare e non avemmo potestà sulla nostra fatica e divenimmo cibo per i peccatori e gli iniqui imposero su noi il loro giogo . [12] Ed ebbero potere su di noi quelli che ci odiavano e che si ferivano e noi piegammo il nostro collo a coloro che ci odiavano ed essi non ebbero misericordia per noi. [13] E volemmo andarcene da loro per fuggire e riposarci e non trovammo dove fuggire e salvarci da loro. [14] E noi li accusammo ai prìncipi, nella nostra afflizione e gridammo contro quelli che ci divoravano, ma essi non badavano al nostro grido e non vollero ascoltare la nostra voce.
[15] E portavano aiuto a quelli che ci rapinavano e ci mangiavano e a quelli che ci ridussero a pochi e nascondevano la loro oppressione e non rimuovevano, da noi, il loro giogo ma, invece, ci mangiavano , ci disperdevano, ci uccidevano e nascondevano la nostra uccisione e non si ricordavano che avevano alzato le loro mani su di noi".