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Pius PP. IX
Neminem vestrum

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Capp. IX-XII

9. Confidiamo che seguirete queste Nostre esortazioni, ammonizioni, desideri e richieste per la Vostra filiale devozione verso Noi e questa Santa Sede, tanto più che per triste esperienza sapete quali sciagure la Vostra Nazione abbia sofferto per la discordia degli animi. Essa avrebbe avuto una sorte favorevole e serena se tutti, legati da mutua concordia, amandosi a vicenda, avessero camminato nell’amore di Dio. Pertanto, nel ricordo di quelle sciagure che vi afflissero a motivo della discordia, considerando seriamente che "ogni città o famiglia divisa danneggia se stessa" e tenendo sempre sott’occhio quell’avvertimento dell’Apostolo "se a vicenda vi mordete e mangiate, state attenti a non distruggervi vicendevolmente" nulla a Voi tutti sembri troppo antico o superato da non rinfocolare tra di Voi la cristiana concordia, alimentare la pace e seguirne la strada.

10. Tutti Voi ricorderete con quale paterna sollecitudine vi abbia inculcato questa concordia il Nostro Predecessore Pio VIII che, costituendosi codesta Sede Arcivescovile Primaziale di Costantinopoli, concluse la propria lettera apostolica con queste parole del suo e Nostro Predecessore San Leone Magno: "L’unione di tutto il corpo ne fa un’unica salute, un’unica bellezza. Questa unione di tutto il corpo richiede l’unanimità, e soprattutto la concordia dei Sacerdoti". Questi moniti salutari non omise di ripetere, con uguale zelo l’altro Nostro Predecessore Gregorio XVI per spingervi sempre più ad esercitare e ad infiammare questa mutua concordia d’animi.

11. Ora rivolgiamo a Voi particolarmente il Nostro discorso, o Venerabili Fratelli, Vescovi di codesta provincia di Costantinopoli, e Vi esortiamo calorosamente nel Signore a non cessare mai, con animo concorde e compatto zelo, di esortare continuamente i fedeli a Voi affidati con le opere, con le parole e con l’esempio alla mutua concordia, alla pace e alla carità, e a spezzare e comprimere ogni moto di discordia. Affrontate tutti gli aspetti del vostro gravissimo impegno episcopale con unanimità di animi, di volontà e di pareri: "pascete il gregge di Dio a voi affidato, provvedendo non con la forza, ma spontaneamente secondo Dio... e non come padroni del Clero, ma divenuti di esempio al gregge". Prima di tutto non risparmiatevi nelle sollecitudini, nei consigli, nelle fatiche, affinché nelle Vostre Diocesi il deposito della nostra fede divina sia custodito integro e inviolato; affinché il Clero sia istruito nelle cose sante e sia plasmato ad ogni virtù e allo spirito ecclesiastico e specialmente venga istruito nelle scienze sacre, totalmente alieno da qualsiasi errore, affinché i fedeli siano istruiti nei santissimi precetti della religione cattolica e siano confermati coi doni della grazia, in modo che si allontanino dal male, e facendo il bene crescano nella scienza di Dio, e con piede sempre più sicuro camminino per le strade del Signore e percorrano la via che conduce alla vita, in modo che l’onestà dei costumi, l’integrità della vita, la virtù, la religione e la pietà crescano di giorno in giorno e vigoreggino e trionfino in tutti gli animi.

12. E guardando sempre all’esempio del Principe degli Apostoli, che si dichiarò mite e umile di cuore e che ci lasciò la testimonianza affinché seguiamo i suoi passi, non vogliate considerare troppo superato, Venerabili Fratelli, ricondurre alla retta via della giustizia e della verità, in spirito di dolcezza e di mansuetudine, i poveri erranti, e secondo l’insegnamento dell’Apostolo sgridarli, scongiurarli, esortarli con ogni bontà, pazienza e dottrina "in modo che spesso verso i corrigendi agisca più la benevolenza che la severità, più l’esortazione che la minaccia, più la carità che l’autorità" . E se talvolta siete costretti ad assumere atteggiamenti di serietà e di severità quando – usati inutilmente i correttivi più leggeri – la gravità del male esige rimedi più energici nei confronti di coloro che hanno mancato, in ottemperanza a quanto prescritto dai Sacri Canoni state attenti a temperare la sentenza con la misericordia, lo zelo con la mansuetudine, il rigore con la delicatezza come si addice ai Pastori della Chiesa, che si devono mostrare ai loro sudditi come madre per la pietà, come padre per la disciplina.




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