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Pius PP. IX
Neminem vestrum

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Capp. XIII-XVI

13. Parliamo anche a voi tutti, diletti figli del Clero, sia secolare sia regolare, che vincolati al divino ministero avete già scelto il Signore come parte della Vostra eredità. Sudditi dei Vostri Vescovi, come si conviene, obbedienti a loro e memori della Vostra vocazione e dignità, cercate di proteggerle con la serietà dei costumi e con la santità della vita, onde possiate condurre i popoli a grande amore e venerazione per il Vostro ordine, e possiate portare ogni giorno più un valido incremento alla edificazione ecclesiale. Per cui, declinando scrupolosamente tutte le cose che sono vietate ai Chierici e che ad essi non sono convenienti, non vogliate concedervi quello che può essere di offesa agli altri ma curate sempre più di offrirvi come esempio di buone opere nella parola, nel comportamento, nella carità non finta, nella dottrina, nella fede, nella castità. Quando poi dovete andare, o per necessità o per ragione di ministero, nelle case dei secolari vedete di sostenere in tutte le Vostre azioni la dignità della persona ecclesiastica, perché brillando per l’ornamento di tutte le virtù, siate il buon profumo di Cristo. Voi, uomini religiosi, avendo davanti agli occhi il decreto della Nostra Congregazione che fu redatto il 20 agosto dello scorso anno per Nostro comando, cercate di osservarlo scrupolosamente. Non smettete mai di pregare, Voi tutti, uomini dell’uno e dell’altro Clero, di pregare Dio in continuità perché effonda i doni abbondanti della sua grazia su di Voi e sopra il popolo cristiano. Non smettete di coltivare assiduamente gli studi delle discipline divine, e delle Sacre Scritture, per poter rispondere a coloro che cercano la legge dalla vostra parola e per insegnare la parola di Dio a coloro che la ignorano ed errano. Cercando con zelo singolare e con impegno non quello che è vostro, ma di Gesù Cristo, sforzatevi, o Figli Diletti, di esercitare tutti gli uffici del Vostro ministero piamente e santamente e di dare la vostra opera unitamente ai Vostri Vescovi perché possiate procurare l’eterna salute dei fedeli e promuovere sempre più la nostra santissima religione e la sua dottrina, estirpare i semi della discordia e inculcare in tutti l’amore della concordia cristiana e della pace. Poiché ogni sapienza viene da Dio, coloro che tra voi emergono per scienza non si insuperbiscano mai, ma rendendo umili grazie al Signore datore di ogni bene, usino delle dottrine per l’edificazione propria ed altrui meditando seriamente che Dio resiste ai superbi e dà la grazia agli umili, e che da Lui sono giudicati più severamente coloro che più hanno ricevuto. Infatti, come assai saggiamente ammonisce San Gregorio Magno, Nostro Predecessore, "quando aumentano i doni, crescono anche le ragioni del dono; perciò ognuno deve essere tanto più umile e più pronto a servire Dio quanto più si vede obbligato a renderne ragione" . Soprattutto non si trovi nessuno tra Voi che sembri invidiare agli altri uomini del Vostro ordine ecclesiastico quei doni dai quali un vantaggio spirituale possa in futuro ridondare.

14. Ma ormai la Nostra parola si rivolge a Voi tutti, Dilettissimi Figli in Cristo della Nazione Cattolica Armena che abitate in codesta regione della provincia ecclesiastica di Costantinopoli, di qualunque ordine, età, sesso e condizione.

15. Noi vi esortiamo insistentemente nel Signore, per il paterno Nostro amore verso di Voi, perché, deposte tutte le discordie, le liti, le emulazioni e i dissidi abbiate fra di Voi reciproca concordia e pace, sopportandovi vicendevolmente nella carità. Vi stia molto a cuore nella professione della religione cattolica diventare ogni giorno più stabili, e aderire fermamente e costantemente a Noi e a questa Cattedra del Beatissimo Principe degli Apostoli, dando la precedenza alle opere di carità sia verso Dio, sia verso il prossimo, sempre insistendo ed eseguendo i singoli precetti della Chiesa e facendo ogni cosa in nome del Nostro Signore Gesù Cristo. Siate sottomessi e obbedienti ai vostri Vescovi, che lo Spirito Santo ha posto a governare la Chiesa di Dio. Ad essi infatti è affidata la Vostra salvezza, della quale devono rendere severissima ragione all’eterno Principe degli Apostoli, e pertanto essi hanno il dovere di vigilare, di vegliare, di lavorare per condurvi sulla via della salvezza e confermarvi sulla convenienza della dottrina e sui punti oscuri della fede, per consolidare le parti deboli, per correggere gli errori e dispensare a Voi il verbo della vita quale cibo per l’eternità. Perciò offrite docilmente le orecchie alla voce e all’autorità dei Vescovi e giammai capiti che ci sia alcuno in mezzo a Voi che resista al proprio Vescovo e in certo modo voglia imporre a lui la legge soprattutto in quegli argomenti che appartengono al ministero e all’autorità episcopali.

16. Parlo a Voi tutti che abitate in codesta Armenia cattolica e che siete eminenti per nobiltà di stirpe, per magnificenza e validità di servizi e per altri doni. Nulla di più utile al Vostro popolo, nulla di più prestigioso potrà mai accadere se Voi rifulgerete per onore e dignità, così pure per splendore di virtù: da Voi il popolo cristiano chiede esempi da imitare. A Voi chiediamo che, ardenti ogni giorno più dell’amore per la religione e della mutua concordia, non solo non vogliate far nulla contro la Chiesa, ma anche contro i Vostri Vescovi, come sono soliti fare coloro che sono divisi dall’unità dei cattolici. Vogliate altresì apportare tutti i vostri consigli e studi là donde la Chiesa Cattolica prenderà i maggiori vantaggi; tutti col dovuto rispetto, con ossequio e obbedienza assecondino quella suprema e piena potestà da Cristo Signore divinamente data a Pietro e ai suoi Successori, i Romani Pontefici: la potestà cioè di pascere, di reggere e di governare la Chiesa tutta, per quanto si estende; inoltre assecondino la sacra e veneranda autorità di cui godono i Vescovi presso il proprio gregge: autorità che non può essere soggetta e sottomessa ad alcun potere civile. Vedete dunque quale gloria potete procurarVi, e quale premio potete conseguire da Dio datore di ogni bene se, ubbidendo a questi Nostri ammonimenti, desideri e suppliche cercherete, per quanto sta in Voi, di procurare utilità e prosperità alla Nostra santissima religione.




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