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Memorie apostoliche di Abdia

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[15] Si avvicinò di tra la folla anche un altro cittadino, il cui figlio aveva uno spirito immondo: "Guarisci, ti prego - disse - mio figlio che è tormentato dal demonio". Il demonio sapendo che di a poco sarebbe stato scacciato, portò il fanciullo in un luogo segreto e lo soffocò con una corda, strappandogli l'anima. Il padre, trovato morto il figlio, pianse dirottamente e disse agli amici: "Portate il cadavere al teatro. Spero che venga risuscitato dall'uomo che predica il Dio degli antichi".

Essi fecero tutto questo e posero il cadavere davanti all'apostolo. Conosciuto tutto l'accaduto, Andrea si rivolse verso il popolo e disse: "Che cosa vi servirà, abitanti di Tessalonica, vedere il compimento di questi prodigi, se poi non credete?". Ma quelli risposero: "Non dubitare, una volta che questo sarà risuscitato, crederemo nel tuo Dio". Mentre affermavano questo l'apostolo soggiunse: "Nel nome di Gesù Cristo alzati, fanciullo". Subito quello si alzò e il popolo, stupefatto, esclamò: "Ora noi tutti crediamo in quel Dio che predichi. A noi basta questo". E accompagnatolo a casa sua con fiaccole e lanterne (era infatti sopraggiunta la notte), rimasero presso di lui tre giorni; ed egli li istruì tutti nelle cose che riguardano Dio.




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