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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[25] Dopo dodici giorni approdarono a Patrasso, città dell'Acaia. Usciti dalla nave fecero sosta in un albergo. E poiché molti insistevano nel pregarlo di entrare nelle loro case, disse: "Giuro che non andrò se non là dove mi sarà comandato".
Quella notte non ebbe alcuna rivelazione, ma la notte successiva, essendo per questo molto triste, udì una voce dirgli: "Andrea, io sono con te e non ti lascerò". Ciò udito glorificava il Signore a motivo della visione.
Mentre avvenivano queste cose, il proconsole Lesbio, avvertito divinamente di ricevere l'uomo di Dio, inviò ad incontrare l'apostolo degli uomini i quali lo ospitarono nell'ospizio e lo condussero da lui. Udito questo venne dal proconsole ed entrato nella sua stanza lo vide giacere con gli occhi chiusi come fosse morto. Toccandogli il fianco gli disse: "Alzati e racconta". "Io sono colui che disprezzava la via che insegni; mandai i soldati sulle navi dal proconsole della Macedonia affinché ti conducessero a me prigioniero per condannarti a morte; ma ecco che hanno fatto naufragio e mai poterono giungere dove volevo. Mentre pensavo di distruggere la tua vita mi apparvero due Etiopi che mi percossero dicendo: "Non possiamo più fare alcun male in questo luogo perché viene quell'uomo che pensavi di perseguitare. Perciò in questa notte in cui abbiamo ancora il potere ci vendichiamo su di te". E così, dopo avermi percosso ben bene, se ne fuggirono. Ora, uomo di Dio, degnati di supplicare il Signore affinché mi perdoni questo delitto e sia sanato dalla mia infermità".
Mentre quello raccontava queste cose davanti a tutto il popolo, il beato apostolo si mise a predicare assiduamente la parola del Signore e tutti credevano.