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Memorie apostoliche di Abdia

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[30] Mentre accadevano queste cose presso Patrasso città dell'Acaia, una donna di nome Calliopa, la quale aveva avuto rapporti con un omicida e aveva concepito illegittimamente, fu colpita da grandi dolori, ma non riusciva a partorire. Si rivolse allora alla sorella dicendo: "Vai, ti prego, a invocare Diana nostra dea, affinché abbia pietà di me: è infatti la patrona delle partorienti". Essa fece quanto gli era stato comandato; ma durante la notte le apparve il demonio e le disse: "Perché continui a invocare, mentre non posso aiutarti? Piuttosto vai dall'apostolo di Dio Andrea, ed egli avrà pietà di tua sorella: egli sta ora in Acaia".

La donna si alzò, corse dall'apostolo, e gli raccontò tutto quanto le era accaduto. Senza indugio egli venne a Corinto in casa della donna ammalata. Con lui c'era anche il proconsole Lesbio. Quando l'apostolo vide la donna incinta in preda a grandi dolori, esclamò: "A ragione soffri questi dolori, tu che illegittimamente hai agito; avendo concepito con inganno, devi ora sostenere indicibili sofferenze. E inoltre hai invocato i demoni, i quali a nessuno, nemmeno a se stessi, possono giovare. Ora credi che Gesù Cristo è Figlio di Dio e getta fuori il feto; uscirà morto, perché lo hai concepito indegnamente". Dopo aver fatto un atto di fede, non appena tutti furono usciti dalla stanza, si liberò del feto morto, e non ebbe più alcun dolore.




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