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Memorie apostoliche di Abdia

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[39] Mentre accadevano queste cose presso Patrasso, il proconsole se ne andò in Macedonia.

La moglie Massimilla, istruita nella dottrina di salvezza, aveva abbracciato così totalmente la fede dell'apostolo, che poco mancò che il proconsole, di ritorno, la trovasse con molte altre persone nel pretorio intente ad ascoltare la predicazione dell'apostolo. Il beato apostolo ebbe il presentimento di tutto ciò e perciò, in ginocchio, così pregò: "Non permettere, Signore, che il proconsole entri in questo luogo prima che tutti siano usciti". E accadde che prima di entrare nel pretorio, il proconsole sentì il bisogno di purgarsi il ventre e andò in un luogo solitario; mentre tardava alquanto, il santo apostolo impose a tutti le mani e dopo averli segnati con la croce, li lasciò andare; ed anch'egli se ne allontanò, dopo essersi segnato.

Massimilla, come faceva già prima, da allora spesso accorreva con altri cristiani alla casa dove l'apostolo dimorava, e ascoltava con piacere il messaggio del Signore; per la qual cosa, accadde che raramente aveva rapporti con suo marito. Sopportando questo di malavoglia e dandone colpa all'apostolo, si recò da lui. Riprovando quella religione troppo perfetta, tentò di persuaderlo ad adorare gli idoli, ma il beato apostolo rispose deciso: "Io sono, proconsole, colui che annuncia la parola di verità e il Signore Gesù, affinché gli uomini incomincino a riconoscere il vero Dio, creatore di ogni cosa, una volta ripudiati gli idoli manufatti. Per questo, pur essendo il Signore della maestà, egli discese dal cielo, prendendo le sembianze di quell'uomo, che all'inizio era caduto. Essendo Dio, spontaneamente si degnò di patire, per liberare dalla morte colui che aveva creato".

Udito ciò il proconsole comandò che fosse rinchiuso in carcere. Per tutto il tempo che vi era trattenuto, una gran moltitudine di gente accorreva a lui ogni giorno; il santo apostolo si rivolgeva a loro con queste parole: "Io sono stato mandato come apostolo presso di voi dal mio Signore, carissimi fratelli, per richiamare con la parola di Dio alla via di verità e di luce gli uomini che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte. Da questo compito non mi sono mai allontanato, ma vi ho sempre esortati ad abbandonare il culto degli idoli, a cercare il vero Dio, a perseverare nei suoi comandamenti e così essere eredi delle sue promesse. Vi ammonisco e vi esorto, dilettissimi, affinché lasciate crescere nella speranza e lode del Signore la vostra fede che avete posto sopra le fondamenta del Signore mio Gesù Cristo. Del resto non voglio che vi rattristiate per ciò che mi succede. Così infatti mi ha promesso il Signore Gesù Cristo, come sta scritto: Per il suo nome dobbiamo patire molto ed essere flagellati e comparire davanti ai giudici per testimoniarlo.

Chi avrà perseverato fino alla fine, questi sarà salvo Continuate a pregare, affinché il diavolo, che si aggira quale leone in cerca di qualcuno da divorare, rimanga deluso e prostrato perché vinto dai servi del Signore"




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