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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[40] Avendo ammaestrato per tutta la notte la moltitudine esortandola con queste e altre parole e avendo prolungato il sermone fino al giorno seguente, di buon mattino il proconsole Egea, salì in tribunale e fatto comparire il santo Andrea gli rivolse queste parole: "Sai perché ti tengo in custodia? Per conoscere da te qualcosa di più certo, mentre vai disseminando tra il popolo cose vane e superstiziose. Intanto mi dicono che tutta la notte hai detto non so quali parole ridicole"
Andrea gli rispose: "Io non cesso di fare ciò che mi fu imposto dal Signore, ossia di portare il popolo alla vera conoscenza una volta liberato dalla via dell'errore". Allora il proconsole: "Smettila, disse, di essere stolto e non mettere in crisi la gente per bene". Andrea di risposta: "A me il Dio il mio Gesù Cristo comandò di non smettere di predicare la sua parola in modo opportuno e importuno e di additare la penitenza agli erranti". Di nuovo Egea a lui: "O prometti di lasciare questa stupida e superstiziosa dottrina oppure comanderò che tu sia subito ucciso". Andrea rispose: "Non soltanto sono pronto ad essere ucciso, ma anche a essere tormentato con diversi supplizi, anziché smettere questa divina predicazione".
Il proconsole dopo averlo fatto battere per tre volte con sette colpi di flagelli, comandò che fosse crocifisso, ordinando precisamente ai carnefici che fosse appeso, legato mani e piedi, e non inchiodato affinché morisse dopo lunga agonia.
Vedendo queste cose indegne perpetrate all'uomo di Dio il popolo esclamò: "L'uomo giusto, l'amico di Dio e il maestro buono viene condotto ingiustamente al patibolo". Andrea invece rivolgendosi ad essi con molte parole, giunse finalmente al luogo designato e vedendo la croce esclamò: "Ti saluto, croce, che da tanto tempo mi aspetti e che ora riposi dopo esserti lungamente affaticata. So di certo infatti che godi di ricevere il discepolo di colui che a te fu appeso. Onde lieto a te mi avvicino, conoscendo il tuo segreto, sono al corrente del mistero per cui sei eretta. Accogli ora colui che aspetti, perché finalmente ho trovato in te ciò che desideravo. Intravedo infatti in te ciò che mi fu promesso dal Signore. Accetta dunque, croce amata, l'umile servo di Dio e trasportalo al suo Signore".
Detto questo, il beatissimo Andrea si spogliò e si consegnò ai persecutori, i quali, dopo averlo legato mani e piedi secondo quanto era stato loro comandato, lo crocifissero.