| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[2] In quel tempo si opponevano al santo apostolo Ermogene e Fileto, i quali affermavano che Gesù Cristo Nazareno, di cui egli si diceva apostolo, non era Figlio di Dio. Giacomo, parlando con fiducia nello Spirito santo, rese vana ogni loro affermazione, mostrando dalle Sacre Scritture che questi era il vero Figlio di Dio promesso al genere umano.
Fileto rimase scosso e ammirato per la sapienza di Giacomo; e ritornato da Ermogene disse: "Sappi che non si potrà superare Giacomo, il quale afferma di essere servo di Gesù Cristo Nazareno e suo apostolo. Infatti in suo nome l'ho visto scacciare i demoni dai corpi degli ossessi, dar la vista ai ciechi, mondare i lebbrosi. E i miei più intimi amici mi assicurano di averlo veduto risuscitare i morti. Ma perché ci fermiamo su molte cose? Sa a memoria tutta la Sacra Scrittura, con la quale mostra non esservi altro Figlio di Dio, se non quello crocifisso dai Giudei. Onde se vuoi ascoltarmi, andiamo da lui per chiedergli perdono. Se tu non vuoi far ciò, io ti lascerò per andare da lui, ed essere degno di divenire suo discepolo".
All'udire questo Ermogene si accese d'ira; con forze magiche irrigidì Fileto e disse: "Vedremo se il tuo Giacomo ti libererà". Fileto inviò subito un servo da Giacomo perché gli annunciasse l'accaduto. Il beato apostolo mandò il suo sudario a Fileto, dicendo: "Il Signore Gesù Cristo sostiene i prigionieri e libera i carcerati". Appena il servo lo toccò con il sudario, Fileto, libero dai legami magici, corse da Giacomo e cominciò a deridere i malefici del maestro.