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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[4] Senza indugiare raccolse i libri magici, sopra la sua testa e quella dei suoi discepoli pose dei vasi pieni, li portò all'apostolo e cominciò a bruciarli davanti a lui. Ma Giacomo glielo impedì: "Affinché l'odor di questo fuoco, disse, non faccia agitare gli incauti, appendi ai vasi dei sassi e del piombo, e buttali in mare".
Dopo aver fatto questo, Ermogene ritornò e abbracciando i piedi dell'apostolo lo pregava dicendo: "Liberatore di anime, ricevi finalmente penitente colui che finora hai sopportato nemico e riluttante". Giacomo rispose: "Se offrirai a Dio una degna penitenza, conseguirai veramente la sua misericordia" Disse Ermogene: "Ho dato segno di una sincera penitenza; infatti ho rinunciato a tutti i miei libri nei quali avevo riposto una presunzione illecita, come pure ho disprezzato tutte le arti del nemico". Il santo apostolo a lui: "Vai per le case di quanti hai ingannato per portare al Signore ciò che gli hai sottratto. Insegna essere vero quanto prima dicevi essere falso, e falso ciò che poco fa dichiaravi vero. Spezza l'idolo che adoravi e respingi le divinazioni che ti sembrava ricevere da lui. Spendi in opere buone il denaro acquistato malamente, affinché come fosti figlio del diavolo, imitando il demonio, così possa divenire figlio di Dio, seguendo Dio, che ogni giorno dà i suoi benefici agli ingrati e dona l'alimento a coloro che lo bestemmiano Se dunque, pur essendo tu cattivo verso Dio, il Signore usò verso di te una certa bontà, quanto maggiormente sarà benigno, se cesserai di essere un mago e comincerai a compiacerlo con buone opere?".
A tutte queste e altre cose simili che Giacomo proferiva, Ermogene si mostrò ossequiente e così iniziò una vita di perfetto timor di Dio, tanto che per mezzo suo Dio compiva anche dei prodigi.