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Memorie apostoliche di Abdia

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[8] Finito di dire questo, davanti alla turba, non senza meraviglia e con una singolare grazia di Dio, tutti in coro dissero: "Abbiamo peccato, commettendo ingiustizia; dacci il rimedio, che cosa dobbiamo fare?". E Giacomo: "Fratelli non disperatevi. Soltanto dovete credere, e ricevere il Battesimo, affinché siano cancellati tutti i vostri peccati".

E poiché dopo questo discorso del beato apostolo molti Giudei furono battezzati, Abiatar, pontefice di quell'anno, vedendo che ogni giorno molti credevano in Gesù, con denaro causò una grandissima sommossa, tanto che uno degli scribi farisei lanciò una fune al collo dell'apostolo e lo portò nel pretorio dal re Erode. Quell'Erode era figlio di Archelao; appena ebbe in mano la causa comandò che Giacomo fosse decollato.

Mentre veniva portato al luogo del supplizio vide un paralitico disteso che gridava: "Uomo santo, liberami dai dolori, che mi prendono tutte le membra". Rivoltosi a lui l'apostolo disse: "In nome del crocifisso mio Signore Gesù Cristo, per la cui fede vengo condotto a morte, sii sanato e benedici il tuo salvatore". E subito si alzò e con gioia cominciò a correre e benedire il nome del Signore Gesù.




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