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Memorie apostoliche di Abdia

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[4] Così il santo Giovanni, dopo aver raggiunto moltissime città per predicare la parola di Dio, fece ritorno a Efeso, perché capì che l'ora della morte si avvicinava. A Efeso l'apostolo visse sempre in grande considerazione presso la gente, tanto che c'era chi amava toccare le sue mani, e chi le metteva sui suoi occhi e poi le portava al petto, se così l'uso richiedeva; molti inoltre erano guariti dal semplice tocco di un lembo della sua veste.

Ma l'avversario soffriva per queste gioie sante e per la pia celebrità. Non sopportando che essa fosse immune da frode, si sforzò di turbarla e per fare del male si scelse un pagano che non conosceva Dio, e prese quale pretesto la bellezza di una nobildonna cristiana, di nome Drusiana; inoltre il medesimo nostro nemico, per facilitare la caduta, assunse l'età del giovane, che si chiamava Callimaco. Questi, appena vide Drusiana, si accese di un fortissimo amore per lei. E quantunque la sapesse moglie di Andronico, tuttavia meditava pazzamente l'adulterio.

Spesso si parlava di lei ed era opinione comune che quella donna, attenta alla predicazione apostolica, a causa del culto divino, non si unisse a suo marito e, fosse come chiusa in un sepolcro, neanche costretta avrebbe soddisfatto la volontà del marito. Anzi aveva deciso di morire, piuttosto di ripetere gli usi del matrimonio, anche se il marito insisteva col dire: "O fai la moglie, come nel passato, o ti colpirò a morte quando ti rifiuterai". Ma lei non si lasciò rimuovere neppure sotto la minaccia di morte, né abbandonò la celeste contemplazione di fronte a doni o altre cose illecite.

Veramente essa sapeva e aveva udito del giovane predetto, pazzo di amore per lei; egli era stato richiamato da molti, e gli era stato detto che non avrebbe combinato nulla, ma non se ne curò, pensando di tentare con il suo furore quella donna forte della parola di Dio, la quale aveva obbligato anche suo marito ad osservare la castità, pensando all'unione coniugale soltanto per carità.

Si rivolse dunque alla donna, spinto dalla speranza di approfittare di lei; ma lei cominciò a condurre una vita di giorno in giorno più triste. Drusiana, offesa da quelle parole procaci, due giorni dopo ebbe la febbre; si doleva di essere tornata in Efeso e che per la sua bellezza fosse sorta una tale nefandezza. "Non fossi mai ritornata in patria, diceva, oppure lui, istruito nella parola di Dio, non fosse mai caduto in questo errore! E poiché io sono causa di tale ferita in un'anima malata, desidero morire, Signore Gesù, affinché, chiamata la tua serva, il misero possa condurre la sua vita più tranquillamente". Drusiana proferiva tali cose alla presenza di Giovanni apostolo; ma né l'apostolo né gli altri capivano dove volesse andare a finire.

Triste e mesta, a causa della ferita di quel giovane, essa morì. Ciò rese ancora più cupo il marito, poiché la moglie aveva avuto una morte turbata e aveva preferito rendere l'anima, essendo stretta dal dolore.




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