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Memorie apostoliche di Abdia

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[16] Allora il santo Giovanni disse loro: "Andate e ricompratevi le terre vendute; avete perso i campi dei cieli. Acquistatevi vesti di seta, affinché risplendiate temporaneamente come la rosa la quale dopo avere fatto sfoggio di per l'odore e il colore, subito sfiorisce. Avete sospirato per il vostro aspetto e vi siete rammaricati di esservi fatti poveri; siate dunque signori per marcire domani; siate ricchi nel tempo, per mendicare nell'eternità. Forse che la potenza del Signore non può far affluire ricchezze incomparabilmente splendenti? Volle che negli animi ci fosse una lotta affinché credano nelle ricchezze eterne, dopo che per suo amore non hanno voluto possedere i beni temporali. Il nostro Maestro ci parlò di un ricco che banchettava tutti i giorni e vestiva oro e porpora. Alle sue porte giaceva il povero Lazzaro desideroso di avere almeno le briciole che cadevano dalla sua mensa, ma nessuno gliene dava. Un giorno tutti e due morirono: quel mendicante fu portato a riposarsi in seno ad Abramo, il ricco fu gettato invece nel fuoco. Di qui alzando gli occhi vide Lazzaro e lo pregava di intingere il dito nell'acqua per rinfrescargli la bocca tormentata tra le fiamme. Ma Abramo di risposta: "Ricordati, figlio, che hai già ricevuto i beni nella tua vita, mentre Lazzaro ebbe solo sfortuna. Giustamente ora è consolato, mentre tu soffri. In più è stato fissato un grande abisso tra noi e voi, tanto che non si può passare da qui a , né da a qua". Quello rispose: "Ho cinque fratelli, si alzi qualcuno, ti prego, e vada ad ammonirli che non vengano in questo tormento". A lui Abramo disse: "Hanno già gli scritti di Mosè e dei Profeti, ascoltino quelli". Egli rispose: "Signore, se qualcuno non risorge, non crederanno". E Abramo a lui: "Se non credono in Mosè e ai Profeti, non presteranno fede nemmeno ad uno che viene dall'oltretomba".

Queste sue parole il Signore e Maestro nostro le confermava con i miracoli. Infatti quando gli dicevano: "Da dove viene costui, perché crediamo in lui?". Egli rispose: "Portatemi qua i morti che avete". Avendogli portato un giovane morto, egli lo risuscitò come se dormisse; e così dava credito a tutte le sue parole. Ma perché io parlo del Signore mio, dato che sono presenti alcuni che nel suo nome, alla vostra presenza e ammirazione, ho risuscitato dai morti? Nel suo nome avete visto i paralitici sanati, i lebbrosi mondati, i ciechi riacquistare la vista e infine molti liberati dai demoni. Queste opere di potenza non le possono avere coloro che vogliono possedere ricchezze terrene. Infine voi stessi, quando avete visitato gli infermi, costoro furono salvati con la sola invocazione del nome di Gesù Cristo. Avete scacciato demoni e ridato la vista a ciechi.

Ecco vi è stata tolta questa grazia e siete divenuti miserabili, voi che eravate forti e grandi. E mentre prima i demoni avevano di voi un grande timore, tanto che ad un vostro comando lasciavano gli ossessi, ora siete voi a temerli. Colui che ama il denaro, è servo di mammona: e mammona è il nome del demonio, che presiede ai guadagni della carne, e soggioga coloro che amano il mondo. Gli stessi amatori del mondo non posseggono la ricchezza, ma sono essi posseduti dalla ricchezza.

E' assurdo infatti che, avendo un solo ventre, gli si riservi tanto cibo, che sfamerebbe mille ventri; e che per un solo corpo ci siano tante vesti che potrebbero coprire i corpi di mille uomini. E così ciò che non si usa si conserva invano e per chi sia conservato non si sa affatto, mentre lo Spirito santo afferma per bocca del profeta: Si turba senza motivo quell'uomo che tesorizza non sapendo per chi mette da parte i beni. Nudi ci hanno partorito le donne, bisognosi di cibo e bevanda; nudi ci riceverà la terra che ci ha nutrito. Possediamo insieme le ricchezze del cielo, lo splendore del sole è uguale sia per il ricco che per il povero, come la luce della luna e delle stelle, la temperatura dell'aria e le gocce della pioggia; così la porta della chiesa, la fonte di santificazione, la remissione dei peccati, la partecipazione all'altare, il corpo e il sangue di Cristo e l'unzione del crisma; la grazia del Padre largitore, la visita del Signore e il perdono dei peccati: di tutto questo vi è un'eguale elargizione da parte del Creatore senza accezione di persone.

Né il ricco diversamente dal povero usa di questi doni. Miserabile e infelice quell'uomo che vuole avere qualcosa di più di ciò che gli è sufficiente. Di qui hanno origine i calori febbrili, i rigori del freddo, i vari dolori in tutte le membra del corpo. Questo non può essere saziato da cibo né da bevande affinché l'avidità impari che il denaro non gli giova, che una volta messo da parte causa nei suoi custodi una trepidazione diurna e notturna, ed essi non possono essere tranquilli e sicuri neppure per lo spazio di una sola ora; infatti, i ladri sono pronti a insidiare. Mentre il denaro è custodito, si coltivano i possedimenti e si sta attenti agli aratri, mentre si pagano i tributi, mentre si costruiscono i granai, mentre si è dediti ai guadagni, mentre ci si sforza di mitigare gli impeti dei potenti, mentre si vogliono spogliare i meno abbienti, mentre a quanti possono fanno sentire le loro ire e appena riescono a sopportare quelle che ricevono, mentre assaporano le carezze della carne, mentre si divertono seduti al tavolo e non inorridiscono quando vanno agli spettacoli, mentre non temono di contaminare e contaminarsi, in un baleno scompaiono da questo mondo, spogli di tutto, portandosi solo i peccati, per i quali dovranno sopportare pene eterne".




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