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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[20] Avuto sentore di questo, Aristodemo, gran sacerdote di tutti quegli idoli, ripieno di un pessimo spirito, suscitò una sommossa tra la popolazione, affinché si preparassero, alla guerra gli uni contro gli altri. E Giovanni a lui: "Dimmi, Aristodemo - gli intimò - che cosa dovrò fare per togliere l'indignazione dal tuo animo?". Aristodemo gli rispose: "Se vuoi che presti fede al tuo Dio, ti darò da bere un veleno. Se lo berrai e non morrai, vuol dire che il tuo Dio è quello vero". Rispose l'apostolo: "Il veleno che mi darai da bere non potrà nuocermi, una volta che avrò invocato il nome del mio Signore". Di nuovo a lui Aristodemo: "Voglio che prima tu veda altri berlo e subito morire, affinché così il tuo cuore possa aborrire questa bevanda". E il beato apostolo a lui: "Già prima ti assicurai di essere pronto a bere affinché tu creda nel Signore Gesù Cristo, allorché mi vedrai sano e salvo anche dopo aver bevuto il veleno".
Aristodemo, dunque, si presentò al proconsole e chiese a lui due uomini che dovevano essere giustiziati. Dopo averli messi in mezzo alla piazza, davanti a tutto il popolo, sotto gli occhi dell'apostolo comandò che bevessero il veleno. Appena l'ebbero trangugiato, esalarono lo spirito. Alloro rivolto a Giovanni, Aristodemo disse: "Ascoltami e lascia questa tua dottrina per la quale allontani il popolo dall'onorare gli dèi; oppure prendi e bevi per dimostrare che il tuo Dio è onnipotente, qualora tu rimanga incolume dopo aver bevuto il veleno".
Mentre i due che avevano preso il veleno giacevano cadaveri, il beato Giovanni con disinvoltura e coraggio prese il calice e fattosi il segno della croce, così parlò: "Dio mio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, la cui parola ha creato i cieli, al quale tutto è sottomesso, al quale servono tutte le creature, al quale ogni potestà è soggetta, ti teme e trema; noi ti invochiamo affinché ci aiuti. All'invocazione del tuo nome il serpente si acquieta, il dragone fugge, la vipera diventa silenziosa, come l'inquieta rnbeta, o raganella, si intorpidisce, lo scorpione si calma, il principe è vinto e una schiera compatta non può fate nulla di nocivo; tutti gli animali velenosi, i rettili più feroci e nocivi vengono trafitti. Estingui tu questo succo velenoso, estingui le sue operazioni mortifere, elimina le forze che contiene; a tutti questi che hai creato dà al tuo cospetto occhi per vedere, orecchie per udire e cuore per capire la tua grandezza".
Detto questo munì la sua bocca e tutto se stesso del segno di croce e bevve tutto ciò che il calice conteneva. Dopo che ebbe bevuto disse: "Chiedo che coloro per i quali ho bevuto si convertano a te, Signore, e meritino di ricevere con la tua grazia illuminatrice la salvezza che sta presso di te". Il popolo, dopo aver osservato per tre ore Giovanni con il volto sorridente, senza alcun segno di timore, cominciò a gridare a gran voce: "L'unico vero Dio è quello che adora Giovanni".