| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[2] Quando ancora non era trascorso il quattordicesimo anno dalla Passione del Signore, allorché Paolo giunse a Gerusalemme con i suoi compagni di viaggio, Tito e Barnaba, salutò Giacomo, Pietro e Giovanni; i dodici apostoli convenuti a Gerusalemme per la festa di Pasqua, sotto la presidenza di Giacomo e in presenza del popolo, uno alla volta, esposero allora brevemente quello che era stato da essi compiuto nelle varie regioni.
In quei giorni il sommo pontefice Caifa mandò loro dei sacerdoti chiedendo che andassero da lui, per dimostrargli in qual modo Gesù fosse Dio eterno e Cristo, altrimenti egli avrebbe dimostrato loro il contrario.
Al giorno stabilito gli apostoli salirono al tempio, e al cospetto di tutto il popolo cominciarono a rendere testimonianza a Gesù, e nello stesso tempo a rimproverare i Giudei per le molte cose assurde che compivano. E sui gradini del tempio, mentre il popolo assisteva in silenzio, ammaestrarono i sacerdoti sull'unico Dio, Cristo Gesù, i sadducei sulla risurrezione dei morti, i Samaritani sulla consacrazione di Gerusalemme, gli scribi e i farisei sul regno dei cieli: istruirono così tutto il popolo sul fatto che Gesù è il Cristo eterno. E per ultimo ammonirono che, prima che essi passassero ad annunziare la conoscenza di Dio Padre ai gentili, si riconciliassero con Dio, accogliendo il Figlio suo. Mostrarono infatti come in nessun altro modo essi avrebbero potuto salvarsi se non con la grazia dello Spirito santo affrettandosi a purificarsi col Battesimo in virtù della triplice invocazione e ricevendo l'Eucaristia del Cristo Signore, alla quale dovevano credere come a una delle cose da lui insegnate affinché potessero meritare di conseguire l'eterna salvezza.