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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[18] Dopo che tra gli apostoli e i maghi erano capitate queste cose in Persia, essendone stati richiesti dal re e dal comandante, i beati Simone e Giuda dimorarono a Babilonia, compiendo ogni giorno grandi meraviglie: davano la vista ai ciechi, l'udito ai sordi, facevano camminare gli storpi, mondavano i lebbrosi, scacciavano demoni d'ogni genere dai corpi degli ossessi. Facevano inoltre molti discepoli, alcuni dei quali li ordinavano nelle città come presbiteri, diaconi e chierici e costituivano molte Chiese.
Avvenne poi che uno dei diaconi fu incriminato di incesto. Era parente della figlia del satrapo, uomo molto ricco; e quella, perduta la verginità, durante il parto si trovava in pericolo di morte. Interrogata dai genitori, accusava l'uomo di Dio, il santo e casto diacono Eufrosino; e questi, trattenuto dai genitori della fanciulla, era sotto la minaccia di una vendetta.
Udito ciò, gli apostoli si portarono presso i genitori della fanciulla; e quelli appena li videro cominciarono a gridare accusando il diacono come reo di questo crimine. Allora gli apostoli domandarono: "Quando è nato questo bimbo?". Risposero: "Oggi, alla prima ora del giorno". Risposero gli apostoli: "Portate qui il bambino e conducete qui anche il diacono che voi accusate!". Stando lì tutti presenti, gli apostoli si rivolsero al bimbo dicendo: "In nome del Signore nostro Gesù Cristo, parla e dì se è questo diacono che compì tale iniquità". Il bambino, parlando molto chiaramente, rispose: "Questo diacono è un uomo santo e casto, non ha inquinato la sua carne". Ma i genitori insistevano ancora presso gli apostoli, affinché si interrogasse il bambino sulla persona responsabile dell'incesto. E quelli risposero: "E' giusto che noi assolviamo gli innocenti, ma non è giusto che tradiamo i colpevoli".