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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[20] Nella città di Babilonia gli apostoli consacrarono un vescovo di nome Abdia, venuto con essi dalla Giudea, lui che pure aveva visto il Signore con i suoi occhi; e la città fu ripiena di chiese.
Avendo convenientemente ordinato tutte le cose, gli apostoli uscirono dalla Persia. Li seguirono moltitudini di discepoli; più di duecento uomini. Percorsero le dodici province della Persia e le loro città; ciò che compirono e ciò che soffrirono per tredici anni lo ha scritto in una lunga narrazione Cratone, discepolo degli stessi apostoli, comprendendo tutto in un'opera di dieci libri, che lo storiografo Africano ha tradotto in lingua latina. Da queste notizie per chi vuole sapere quali furono i progressi della predicazione o in quale modo gli apostoli Simone e Giuda lasciarono il mondo, scelgo poche cose tra le molte.
I maghi Zaroen ed Arfaxat compivano molte empietà nelle città della Persia e dicevano di essere di stirpe divina; fuggivano sempre davanti agli apostoli; dimoravano in una città fino a quando non sapevano che stavano per sopraggiungere gli apostoli. Questi poi ovunque entravano smascheravano le loro empietà, e dimostravano che la loro dottrina era suggerita dal nemico del genere umano.
Nella città di Suanir c'erano settanta sommi sacerdoti preposti ai vari templi. Costoro erano soliti percepire dal re una libbra d'oro a testa allorché celebravano i conviti in onore del Sole e ciò avveniva di solito quattro volte all'anno: all'epoca dei noviluni, e cioè all'inizio della primavera, dell'estate, dell'autunno e dell'inverno. I maghi istigarono questi sommi sacerdoti contro gli apostoli di Dio, dicendo: "Stanno per giungere due Ebrei, nemici di tutti gli dèi. Perciò appena cominceranno a dire che si deve adorare un altro Dio, voi sarete privati dei vostri beni e diverrete oggetti di disprezzo al cospetto del popolo. Arringate pertanto il popolo, affinché appena costoro entreranno in città siano obbligati a sacrificare: se consentiranno saranno in accordo con i vostri dèi; se poi non vorranno sacrificare, sappiate che entrano affinché voi decadiate, siate depredati e messi a morte".