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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[6] Il giorno seguente, all'ora prima del giorno, il demone prese a gridare verso i sacrificanti: "Cessate, o miseri, dal sacrificarmi, affinché non abbiate a soffrire patimenti peggiori dei miei; io sono tenuto prigioniero con catene di fuoco dagli angeli di Gesù Cristo, che fu crocifisso dagli Ebrei, nella convinzione che egli potesse essere tenuto prigioniero della morte; egli invece rese prigioniera la stessa morte, nostra regina; egli legò con vincoli di fuoco lo stesso nostro principe, lo sposo della morte; al terzo giorno il vincitore della morte e del diavolo risuscitò e diede il contrassegno della sua croce ai suoi discepoli che mandò in tutte le parti dell'orbe; tra questi qui ve n'è uno che tiene me prigioniero. Io poi chiedo che voi lo preghiate per me, affinché mi lasci andare in un altra provincia".
Udito ciò, Bartolomeo disse: "Confessa, immondissimo, chi ha danneggiato tutti costoro che qui soffrono malattie di ogni genere". Rispose il demone: "Il nostro principe, il diavolo, che ora è stato legato, è colui che ci manda presso gli uomini, affinché dapprima ne danneggiamo il corpo, dal momento che non possiamo dominare le anime degli uomini, se non dopo che ci hanno sacrificato. Allorché ci hanno offerto sacrifici per la salute del loro corpo, cessiamo dall'affliggerli, avendo ormai cominciato a possederne le anime. E' così dunque che, cessando dal danneggiarli, sembriamo curarli, e siamo venerati come dèi: certo siamo demoni, satelliti di colui che Gesù crocifisso, Figlio della Vergine, ha reso prigioniero. Dal giorno in cui l'apostolo Bartolomeo giunse qui, io sono consumato, avvinto da catene ardenti, e parlo perché egli così ha comandato! Altrimenti, alla sua presenza, non avrebbe osato parlare, in verità, neppure lo stesso nostro principe".
Allora l'apostolo, rivolto al demone, disse: "Perché non salvi tutti quelli che vennero da te?". Rispose il demone: "Se noi danneggiamo i corpi, senza però aver potuto danneggiare le anime, i corpi rimangono danneggiati". L'apostolo allora, rivolto alla moltitudine: "Ecco il dio che veneravate, ecco colui che voi credevate potesse curarvi. Ascoltate ora da me il vero Dio, vostro creatore che sta nei cieli. Non credete a pietre inerti. Ma se volete che io preghi per voi e che tutti costoro ritornino ad essere sani, buttate giù quest'idolo ed infrangetelo. E allorché avrete fatto così, dedicherò questo tempio al nome di Cristo e consacrerò voi tutti col Battesimo in questo tempio di Cristo".
Allora per ordine del re tutti quanti presero funi e carrucole ma non potevano abbattere l'idolo. L'apostolo perciò disse loro: "Scioglietene i vincoli". Sciolte tutte le funi, disse al demone che era in esso: "Se non vuoi che ti faccia precipitare in un abisso, esci da questa statua, infrangila e poi vattene nel deserto dove non c'è né uccello che vola, né aratore che ara, né mai risuonò la voce dell'uomo". E quello subito uscendo demolì ogni genere di idoli; fece a pezzi non solo il grande idolo, ma anche le insegne ornamentali e distrusse ogni pittura