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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[8] Il re allora, con la moglie ed i figli, tutto l'esercito, tutto il popolo che era stato salvato, e anche quello delle vicine città che appartenevano al suo regno, credette e fu battezzato; deposte la corona e la porpora, prese a seguire l'apostolo.
Frattanto i sommi sacerdoti di tutti i templi si riunirono presso il re Astiage, suo fratello maggiore, e gli dissero: "Tuo fratello si è fatto discepolo di un mago che usurpa per sè i nostri templi e distrugge i nostri dèi".
Mentre essi, tra le lagrime, riferivano queste cose, il re Astiage indignato, mandò mille uomini armati con i sommi sacerdoti, perché, appena trovato l'apostolo, glielo conducessero prigioniero.
Eseguito ciò, Astiage gli domandò: "Sicché sei tu che hai pervertito mio fratello?". E l'apostolo a lui: "Io non l'ho pervertito - disse - ma l'ho convertito". Gli domandò di nuovo il re: "Tu sei colui che ha fatto distruggere i nostri dèi?". Rispose l'apostolo: "Ai demoni che erano in essi, io ho dato il potere di abbattere gli idoli nei quali dimoravano, affinché tutti gli uomini, abbandonato l'errore, credessero nel Dio onnipotente che sta nei cieli". E il re a lui: "Come sei riuscito a far sì che mio fratello lasciasse il suo dio e credesse al tuo Dio, così io riuscirò a far sì che tu abbandoni il tuo Dio e creda al mio e a lui sacrifichi". Gli disse l'apostolo: "Il dio che tuo fratello adorava io l'ho mostrato legato e prigioniero, e ho fatto sì che egli stesso distruggesse la sua propria statua. Se tu sarai capace di fare ciò al mio Dio potrai obbligarmi a sacrificargli; se invece non riuscirai a far nulla al mio Dio, io demolirò tutti i tuoi dèi e tu crederai al mio Dio".