| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[3] Saliti sulla nave, dopo tre mesi, giunsero nell'India meridionale. Il negoziante rimase stupito per la velocità, soprattutto perché quel viaggio, che altre volte si compiva appena nel giro di tre anni, ora era stato compiuto in tre mesi. Scesi dalla nave, entrarono nella prima città dell'India e udirono suonare musiche e videro tutta la cittadinanza che applaudiva con grande gioia. Interrogarono uno del popolo di cosa si trattasse e questi rispose: "Il nostro re sposa oggi l'unica sua figlia. Per questo c'è allegria in questa città; penso che gli dèi ti abbiano condotto in questo posto perché fossi presente ai festeggiamenti". Mentre essi parlavano insieme di tali cose, risuonò improvvisa la voce di un banditore che si spandeva poi per tutta la città esclamando: "Ascoltate, voi tutti che vi trovate qui, ricchi e borghesi, pellegrini e poveri. Avvicinatevi al palazzo del re e saziatevi, godete e siate allegri. Se qualcuno si sottrarrà a questa comune festa sappia che è reo verso sua maestà".
Udito ciò il negoziante disse all'apostolo Tomaso: "Andiamo anche noi, per non essere colpevoli verso il re". Entrati nel palazzo, fu loro ordinato di stendersi sul divano. L'apostolo Tomaso si pose in mezzo mentre tutti erano rivolti verso di lui, sapendo che era uno straniero.
A queste nozze c'era anche una fanciulla ebrea, che cantava salmi; la quale avendo udito che il beato Tomaso pregava e benediceva Iddio, capì che era della sua regione e si voltava sempre verso di lui, e non desisteva dal guardare e ammirare il suo volto. Ed anch'egli, comprendendo che si trattava di una Ebrea, la guardava molto volentieri. Vedendo questo il coppiere del re, mosso da gelosia, allungò uno schiaffo all'apostolo dicendo: "Tu fissi una donna così?". Egli levando al cielo le mani disse: "Il Signore abbia misericordia di te nel giudizio futuro, figlio. Ma ora renda subito ciò che merita alla destra che ingiustamente mi ha percosso".
Era intanto ormai imminente la notte, ed a quelli che stavano a tavola ad un tratto venne a mancare l'acqua per le abluzioni di rito. Per la qual cosa molti si diressero ad attingerne, ma, tardando essi a venire, corse anche il coppiere. Ed ecco che mentre si avvicinava alla fontana gli si fece incontro un grosso leone, che prese il ministro, lo stritolò e lo fece a pezzi; un cane che era lì presente, ne afferrò la mano destra e la portò a casa fra i convitati che mangiavano. Domandandosi essi chi mancasse dei servitori, vennero a sapere che il coppiere era stato ucciso alla fontana e che il leone ne aveva mangiato il corpo, ad eccezione della mano destra che era stata presa da un cane e portata nel convito.
A questa notizia la fanciulla ebrea si alzò di scatto e si gettò ai piedi dell'apostolo gridando a gran voce: "Veramente costui è un servo del Dio vivo, perché tutto quello che ha detto si è subito compiuto". Anche il re, udite queste cose, si prostrò ai suoi piedi dicendo: "Ti prego, uomo di Dio, di supplicare il tuo Dio a favore dell'unica mia figlia che oggi ho affidato ad un uomo: e chiedo che tu vada colà e benedica il giovane e la fanciulla". Ma egli si dimostrava renitente; allora il re costrinse l'apostolo ad andare fino al talamo nuziale. Qui il beato apostolo stese le mani e pregò per essi dicendo: "Ti supplico, Signore, affinché tu spanda la tua benedizione su questi giovani, e ti degni suggerire al loro cuore ciò che è bene essi facciano".
Terminata l'orazione, varcò la porta e, mentre tutti uscivano fuori, il giovane ritornò al talamo; ed ecco apparirgli il Signore con un aspetto simile a quello dell'apostolo Tomaso, il quale si pose a sedere sul suo letto. Il giovane timoroso domandò: "Non sei tu uscito poco fa? Come sei di nuovo entrato qui?". E quegli a lui: "Non sono Tomaso, ma suo fratello; egli, infatti, vi ha affidato a me, perché vi preservi da ogni male. Perciò ascoltate la mia parola. Abbandonate ogni preoccupazione temporale, e credete al Dio vivo predicato dal mio fratello Tomaso: vivete castamente, allontanate da voi ogni cura di questa vita mortale, affinché, divenuti tempio di Dio per la santità della mente e del corpo, possiate acquisire la vita eterna che si protrae senza fine". Così dicendo li benedisse e si ritirò dalla stanza.