| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[12] Appena colui che aveva abbandonato Simone ebbe finito di parlare, Pietro gli ordinò di prendere posto nell'atrio. Anch'egli, facendosi avanti e vedendo che la folla era molto più numerosa dei giorni precedenti, si pose al solito posto e, indicando colui che aveva abbandonato Simone, disse: "Fratelli costui che vedete, è venuto poco fa da me per informarmi sulle nefandezze magiche di Simone e in che modo egli abbia gettato in mare tutti gli artifizi della sua scelleratezza, non per un sentimento di penitenza, ma per il timore di essere arrestato e sottoposto alle leggi pubbliche". Mentre Pietro parlava, il popolo era stupito di vedere l'uomo che aveva abbandonato Simone.
Quindi Pietro, lasciata Cesarea, raggiunse Tripoli e, entrato in casa di Marone, vide un luogo adatto alla discussione. Appena vide la folla, che appariva come un grande fiume che si fosse riversato in un piccolo alveo, salì su un piedistallo che era appoggiato lungo la parete che dava sul giardino e salutò dapprima il popolo, secondo l'uso religioso. Alcuni dei presenti, da parecchio tempo in preda ai demoni, si gettarono per terra mentre gli spiriti immondi scongiurarono Pietro che permettesse loro di rimanere anche per un solo giorno nei corpi che occupavano. Pietro, esorcizzandoli, ordinò loro di uscire immediatamente, ed essi se ne andarono senza indugio. Anche altri, infermi da lungo tempo, invocarono Pietro perché li risanasse ed egli promise che avrebbe per loro supplicato il Signore appena terminata l'istruzione religiosa; subito, come aveva promesso, furono guariti dalle loro malattie. Volle che costoro andassero a sedersi in disparte assieme a quelli che erano stati guariti dai demoni, come se fossero affaticati dopo un lungo lavoro.