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Memorie apostoliche di Abdia

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[15] Dopo questi fatti, Pietro, in viaggio per Roma, presentì imminente la propria morte. Perciò nell'assemblea dei fratelli, prendendo la mano di Clemente, si alzò senza indugi e fece risuonare queste parole a tutta la Chiesa: "Ascoltatemi, fratelli e come me servi: siccome il Signore e Maestro Gesù Cristo che mi ha mandato mi ha fatto sapere che è imminente l'ora della mia morte, vi ordinerò vescovo questo Clemente: a lui solo affido la cattedra della mia predicazione e dottrina; egli mi è stato compagno in tutto, dall'inizio alla fine, e perciò ha conosciuto la veridicità di tutta la mia predicazione. Mi è stato compagno perseverante e fedele in tutte le tentazioni. L'ho conosciuto più degli altri come servo del Signore, amante del prossimo, casto, studioso, sobrio, benigno, giusto, paziente come colui che sa sopportare le ingiurie di alcuni anche se vengono da parte di coloro che sono istruiti nella Parola del Signore. Perciò affido a lui il potere datomi dal Signore di legare e di sciogliere di modo che qualunque cosa avrà decretato in terra, rimarrà stabilita anche in cielo. Legherà infatti ciò che sarà necessario legare, e scioglierà ciò che sarà necessario sciogliere".

Detto questo, gli impose le mani e lo fece sedere sul suo seggio spiegandogli diffusamente come doveva governare la Chiesa affidatagli o nutrire il gregge ricevuto.




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