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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[19] Così venne dato ordine da Nerone che Pietro venisse catturato. Pure essendo stato pregato prima da tutti di andarsene altrove, egli sempre resisteva dicendo: "Questo non lo farò mai, sarebbe come se fuggissi atterrito dal timore della morte"; sapeva bene che ne sarebbe derivato un motivo eterno di gloria per sè e per tutti, conforme alla passione di Cristo.
Siccome però Pietro nascondeva queste cose, il popolo in lacrime lo pregava di non abbandonarlo, e di non passare sopra alle lacrime di tanti fedeli, proprio quando era imminente la bufera contro i cristiani. Vinto infine dalle lacrime del popolo, acconsentì e promise che se ne sarebbe andato dalla città. La notte seguente quindi salutò i fratelli, e dopo la preghiera in comune si mise in viaggio da solo.
Era appena giunto presso la porta che si vide venirgli incontro il Cristo. Lo adorò e domandò: "Signore, dove vai?". E a lui il Signore: "Vado a Roma per essere crocifisso per la seconda volta". L'apostolo, udito ciò, comprese che alludeva alla sua passione; nell'apostolo naturalmente si sarebbe visto patire il Cristo che, come sappiamo, soffre nei singoli uomini non per il dolore del corpo, ma per la contemplazione della misericordia e dell'affetto della pietà.
Così se ne ritornò in città e fu catturato dalle sentinelle. A questa notizia subito si radunò una grande folla, tanto che le platee non avrebbero potuto contenere le persone di ambedue i sessi e di tutte le età, e si misero a gridare a gran voce "Perché uccidete Pietro? Che delitto ha commesso? Che dan no ha portato alla città? Non è permesso condannare un innocente. E ci sarebbe da temere che per la morte di un uomo così, Cristo si vendichi e noi periamo dal primo all'ultimo"