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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[4] In seguito, venuto in Asia con qualche discepolo, discuteva nella scuola di Tiranno per ben due anni, cosicché tutti gli abitanti dell'Asia udirono la parola del Signore, sia Giudei che pagani, mentre Dio compiva per mano di Paolo miracoli straordinari al punto che venivano asportati i fazzoletti e i grembiuli da lui usati, venivano poi posti sui malati i quali guarivano da ogni infermità, mentre ne uscivano le potenze maligne. La domenica, quando ci radunammo per spezzare il pane, Paolo, che doveva partire il giorno dopo, conversò con loro e protrasse la conversazione fino a mezzanotte. Nella sala superiore, dove erano radunati, vi erano accese parecchie lampade. Un giovanetto di nome Eutico si era seduto sulla finestra, e, preso da un sonno pesante, siccome Paolo andava per le lunghe, trascinato dal sonno, precipitò dal terzo piano al suolo e venne raccolto cadavere. Paolo, sceso da lui, gli si coricò sopra, lo strinse fra le braccia e disse: "Non angustiatevi! E' vivo". Poi risalì, spezzò il pane e, dopo averlo consumato, continuò a parlare fino all'aurora. Frattanto ricondussero anche il ragazzo ritornato in vita, e si riconsolarono tutti parecchio.