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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[20] Mentre accadevano queste cose, uno dei soldati invaso dal demonio sguainò la spada e gridò: "Che c'è tra me e te, proconsole Quirino, che mi mandi da un uomo che non solo mi può scacciare da questo rifugio, ma mi può incendiare con il suo potere? Se anche tu venissi incontro a lui non gli faresti alcun male". Dette queste cose il demonio uscì dal soldato il quale stramazzò a terra e morì.
Nel frattempo il proconsole fu preso da grande furore e pur stando accanto al santo filosofo non poteva vederlo. Al quale egli disse "Io sono, proconsole, colui che cerchi". Subito si aprirono i suoi occhi, lo vide e indignato rispose: "Che pazzia è questa che disprezzi i nostri comandi e assoggetti i nostri ministri alla tua volontà? Ormai è chiaro che sei un mago, un uomo malefico. Perciò ti butterò in pasto alle bestie feroci giacché disprezzi noi e gli dèi; allora vedrò se il Crocifisso che predichi ti potrà liberare".
Ma il beato apostolo a lui: "E' necessario che tu creda, proconsole, nel Dio vero e in colui che egli ha mandato, Gesù Cristo suo Figlio, specialmente dopo aver visto morire uno dei tuoi soldati".
Prostrato in preghiera, il santo apostolo, dopo aver per lungo tempo invocato il Signore, toccò il soldato dicendo: "Sorgi!
[20] rifugio: il testo ha "vaso; recipiente" e si tratta senza alcun dubbio del militare ossesso.
Il Signore mio Gesù Cristo, che io predico, ti risusciti". Subito il soldato si alzò e fu sanato. Mentre il popolo esclamava: "Gloria al Dio nostro", il proconsole disse: "Non vogliate credere, sempliciotti! E' un mago". Ma quelli gridavano dicendo: "Questa non è dottrina magica, ma vera e sana". Al che il proconsole rispose: "Getterò questo uomo in pasto alle fiere e scriverò di voi a Cesare perché in breve siate messi a morte avendo disprezzato le sue leggi". Ma quelli, volendolo lapidare, dicevano: "Scrivi pure a Cesare che i Macedoni hanno accolto la parola di Dio e, disprezzati gli idoli, adorano il Dio vero". Al sentire queste cose il proconsole si adirò e fece ritorno al pretorio.