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Memorie apostoliche di Abdia

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[33] Mentre avveniva questo in Corinto, ecco un vecchio di nome Nicola venire dall'apostolo e, stracciate le vesti, dire "Amico di Dio, sono già al settantaquattresimo anno di vita e non ho smesso di fare sozzerie, compiendo inoltre ogni cosa illecita nei lupanari. Sono ora tre giorni che ho udito i miracoli da te compiuti e le tue esortazioni piene di parole toccanti. Pensavo tra me di abbandonare queste cose per venire da te affinché mi indicassi vie migliori. Ma mi venne di nuovo in mente di abbandonare questo proposito e non fare il bene che volevo. Stando la mia coscienza nel pieno della lotta, ho preso il Vangelo e ho pregato il Signore che mi facesse finalmente dimenticare queste cose. Dopo pochi giorni, dimentico del Vangelo che era su di me, spinto dal pensiero perverso, me ne andai nuovamente al lupanare ed ecco una meretrice gridare nel vedermi: "Vattene, vecchio, vattene! Tu sei infatti l'angelo del Signore. Non toccarmi nè avvicinarti a questo luogo; in te scorgo un grande mistero". Mentre stupefatto, cercavo di rendermi conto di che cosa stesse accadendo, mi ricordai di avere con me il Vangelo. Mi allontanai; ora sono davanti a te, servo di Dio, perché abbia pietà dei miei errori. Spero infatti assai di non perire se intercederai per la mia fragilità".

Udito ciò il beato Andrea, dopo aver proferito molte cose contro la fornicazione, inginocchiato con le braccia aperte, pregò in silenzio. Emise gemiti con lacrime dall'ora sesta fino all'ora nona; si alzò, si lavò la faccia, non volle toccare cibo e disse: "Non mangerò fino a quando non saprò che Dio avrà pietà di quest'uomo e questi sarà annoverato fra i salvati". Dopo aver digiunato un altro giorno, senza che gli fosse rivelato nulla a proposito di questo uomo, arrivò al quinto giorno; allora piangendo accoratamente disse: "Signore, noi otteniamo la tua misericordia per i morti ed ecco ora quest'uomo desideroso di conoscere i tuoi prodigi: perché non lo fai ritornare per sanarlo?". Proferite tali parole, una voce dal cielo rispose: "Ti sia concesso ciò che chiedi per il vecchio; ma come tu ti affatichi con digiuni, così anche lui si studi di ottenere salvezza con il digiuno". Fattolo chiamare, l'apostolo lo invitò a fare digiuno. Al sesto giorno radunò tutti i cristiani e li esortò a pregare per lui. Prostrati al suolo, dicevano: "Buono e misericordioso Signore, rimetti a lui il suo peccato".

Dopo Andrea mangiò, permettendo agli altri di fare altrettanto. Nicola frattanto ritornò a casa sua e distribuì ai poveri tutto quello che possedeva. Continuava a dolersi assai, tanto che per sei mesi si nutrì di acqua e pane secco. Perciò non molto tempo dopo, fatta una degna penitenza, il vecchio morì.

Intanto il beato Andrea se ne era andato. Della morte del vecchio egli ebbe notizia in un altro luogo per mezzo di una voce: "Andrea, il mio Nicola è arrivato in cielo". Egli, rendendo grazie, raccontò ai fratelli che Nicola era deceduto e pregò per la sua pace.




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