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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[34] Mentre egli compiva questi prodigi nei pressi di Corinto, la fama della sua potenza cresceva ogni giorno, tanto che arrivò dall'apostolo Antifane da Megara e disse: "Se in te c'è una certa bontà, secondo il comando del Salvatore, che annunci, mostrala anche a noi, uomo di Dio, liberando la casa dalle insidie con cui è provata". E l'apostolo: "Raccontaci quello che ti è successo". E lui: "Ritornando a casa da un viaggio, mentre varcavo la soglia del mio atrio, udii la voce del portinaio che gridava miseramente. Avendo domandato che cosa indicassero quelle grida, i presenti mi raccontarono che lui, la moglie e il figlio erano tormentati dal demonio. Salii alle stanze superiori e trovai altri servi che digrignavano i denti, lanciandosi impetuosamente contro di me e facendo risate insane. Andato oltre, salii alle altre stanze superiori, dove giaceva la moglie gravemente tormentata; era talmente affaticata per lo stato di amenza, che a causa dei capelli cadenti sugli occhi, non poté vedermi e riconoscermi. Ti prego dunque, uomo di Dio, di restituirmela. Degli altri non m'importa".
Appena ebbe finito, il santo apostolo, mosso a pietà, rispose: "Non vi è accezione di persone presso Dio, il quale venne proprio per salvare tutti e non lasciarli perire; andiamo a casa tua". Partito da quella città e venuto in Megara, appena oltrepassò la soglia di casa, i demoni con un solo impeto di voce gridarono: "Perché ci vieni a perseguitare, Andrea? Perché non vai dove ti è stato concesso? Tieniti i tuoi posti e non voler entrare dove siamo noi". Meravigliato di queste cose così strane, il santo apostolo salì nella stanza dove giaceva la donna e, dopo aver pregato in ginocchio, prese la mano della donna dicendo: "Il Signore Gesù Cristo ti sani". Subito essa balzò dal letto e cominciò a benedire il Signore. Imponendo poi le mani a tutti coloro che erano tormentati dal demonio, restituì loro la salute.
Da allora Antifane e la moglie furono suoi validissimi cooperatori in Megara per la predicazione della parola di Dio.