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Memorie apostoliche di Abdia

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[3] Ritornato dunque ad Efeso, l'apostolo era pregato di visitare anche altre province, in cui fondare Chiese dove non c'erano ancora e dove esistevano istituire sacerdoti e ministri, secondo che lo Spirito santo gli avrebbe rispettivamente indicato. Arrivato ad una città, situata non molto lontano, radunati solennemente tutti gli ecclesiastici, vide un giovane robusto di statura, con volto elegante, ma molto acre di animo. Guardando verso il vescovo appena consacrato: "Ti affido - disse - questo giovane molto cordialmente, sotto la testimonianza di Cristo e di tutta la Chiesa". Egli, accettandolo, promise che avrebbe adoperato ogni diligenza, come Giovanni comandava. Ma Giovanni, ripetendo spesso le stesse cose, raccomandava più accuratamente il giovane. Dopo di che fece ritorno ad Efeso. Allora il vescovo portò in casa sua il giovane affidatogli e con ogni diligenza lo nutrì, lo circondò di affetto, lo curò e infine gli diede la grazia del Battesimo.

In seguito, confidando ormai nella grazia con cui era stato fortificato, incominciò a trattarlo con maggior indulgenza. Ma questi, lasciato ad una immatura libertà, frequentando i coetanei che amavano il lusso e le risse, venne avviato ad amare i vizi e seguire una via corrotta. In primo tempo cedette alle licenziosità dei conviti; i cattivi poi lo obbligarono a partecipare ai furti notturni e lo spinsero a delitti sempre maggiori.

Intanto a poco a poco il giovane venne formato e avviato a compiere delitti e poiché aveva un certo ingegno, come un cavallo scatenato e robusto che con duri morsi abbandona la retta strada e disprezza la sua guida, rapidamente venne spinto tutto nel precipizio. I mali si inseguirono tanto che si disperava anche della salvezza avuta dal Signore. Si sdegnò perfino di pensare piccoli delitti e ne escogitò di più grandi. E buttandosi per intero nella perdizione, non volle essere inferiore a nessuno nella scelleraggine. Infine fece suoi discepoli coloro che in un primo tempo gli erano stati maestri di crimini e fece di questi una banda di ladroni, dei quali diventò condottiero e principe violento, e con essi si macchiò di ogni crudeltà.

Dopo un certo tempo, essendosi presentata l'opportunità, Giovanni fu invitato nuovamente in quella città. E avendo sistemato le cose per cui era venuto: "Suvvia - disse - mostrami, vescovo, il deposito che io e Cristo ti abbiamo affidato, sotto la testimonianza della Chiesa che governi". Ma lui rimase sorpreso: prima pensò che gli fosse chiesto denaro che non

aveva ricevuto; poi pensò che Giovanni non poteva sbagliare,

né chiedere ciò che non aveva dato: continuava dunque a stupirsi.

 

Vedendolo esitante, Giovanni disse: "Ti chiedo quel giovane e l'anima di quel fratello". Allora, dando un grave sospiro, il vecchio proruppe in pianto dicendo: "E' morto". "Come - domandò Giovanni - e di quale morte?". "E' morto al Signore. E' diventato, infatti, cattivo e crudele, e infine ha abbracciato la professione di ladro; ora occupa un monte con un nutrito gruppo di ladri".

Al sentire questo l'apostolo si stracciò la veste che indossava e, tra i gemiti, si percuoteva il capo. "Ti avevo lasciato - disse - qual buon custode dell'anima di un fratello! Mi sia subito preparato un cavallo e una guida per il viaggio". E così subito partendo da quella Chiesa in fretta cercò di arrivare là, ma giunto al luogo fu preso da quei ladri, che facevano la guardia Egli non cercò né di fuggire né di riparare in qualche luogo, gridava solo a gran voce: "Poiché sono giunto qua, fatemi venire davanti il vostro capo". Mentre veniva tutto armato, da lontano vide e riconobbe l'apostolo Giovanni, e, preso da vergogna, se ne fuggì. Ma l'apostolo fece partire il cavallo dietro a lui, e seguì il fuggitivo, dimentico perfino dell'età, gridando: "Perché fuggi, figlio da tuo padre? Perché fuggi da un vecchio ormai senza forze? Abbi pietà, non temere, abbi ancora speranza di vita. Per te io volentieri vado incontro alla morte, come ha fatto per noi il Signore, e per la tua anima darò la mia vita. Soltanto fermati e credimi che Cristo mi ha mandato". Quello sentì, si fermò e si mise con la faccia a terra, poi gettò via le armi e, terrorizzato, piangeva amarissimamente. E buttandosi alle ginocchia del vecchio che si avvicinava, emise molti gemiti e ululati. E così fu battezzato quasi di nuovo con le abbondanti sue lacrime; però occultava attentamente la sua destra.

L'apostolo con giuramento promise che avrebbe impetrato dal Salvatore il perdono; anche lui si inginocchiò e baciò la mano destra che per la coscienza di tanti delitti era contorta, e fu allora purificata grazie alla penitenza.

Fatto ritorno alla Chiesa, elevò subito molte preghiere per lui, e iniziò con lui forti digiuni, chiedendo al Signore il perdono, come gli aveva promesso. Inoltre con varie conversazioni consolatorie, quasi fossero ritornelli, mitigò i suoi feroci e terribili sentimenti. Né smise fintantoché, una volta emendato completamente, lo pose a capo della Chiesa locale, dando così grandi esempi di vera penitenza, un vero segno di rinascita spirituale e mostrando in lui un insigne trofeo di visibile risurrezione.




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