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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[8] Il giorno seguente, il terzo dalla morte di Drusiana, essendo san Giovanni e Andronico, il marito di lei, convenuti al sepolcro di buon mattino, per la celebrazione dei sacri riti, non trovarono le chiavi. Ma Giovanni disse: "Giustamente le chiavi del sepolcro si sono perse, perché Drusiana, nel sepolcro, non si trova tra i morti. Perciò entriamo, che le porte si apriranno da sè. Non posso infatti dubitare della misericordia del Signore, il quale ci concederà anche questo favore, dopo avercene dati tanti altri".
Mentre si avvicinavano al sepolcro, al comando di Giovanni le porte si aprirono e vicino al sepolcro di Drusiana abbiamo visto un bel giovane sorridente. A quella vista Giovanni gridò: "Anche qui ci previeni, Signore Gesù Cristo? Per quale motivo sei venuto qui, Signore?". E udimmo la sua voce affermare: "Per Drusiana, che ora devi risuscitare e per colui che giace accanto al suo sepolcro senza vita: essi per me onorificheranno Dio". Detto questo, rivolto a Giovanni al cospetto dello stesso Giovanni e degli altri, quel buon giovane se ne tornò in cielo.
Giratosi dunque Giovanni, notò due corpi per terra accanto al sepolcro: uno era di Callimaco, principe degli Efesini, sopra il cui petto un grande serpente si riposava; l'altro era di Fortunato, procuratore di Andronico. Scorgendo dunque il corpo di entrambi pensava tra sè e si diceva: "Che cosa significa questa visione? Perché il Signore non mi spiega ciò che qui avvenne, lui che mai suole sdegnare dal compiere questo?".