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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[21] Tuttavia Aristodemo non credeva ancora, anche se il popolo lo rimproverava, e rivoltosi a Giovanni disse: "Mi manca ancora una prova; se in nome del tuo Dio risusciterai quelli che sono morti con questo veleno, la mia mente sarà libera da ogni dubbio". Dopo tali parole, la folla insorse contro Aristodemo gridando: "Bruceremo te e la tua casa se continui a infastidire l'apostolo con le tue chiacchiere".
Vedendo dunque Giovanni che stava per nascere un'acerrima sedizione, comandò il silenzio e disse mentre tutti erano attenti: "La prima virtù divina che dobbiamo imitare è la pazienza, con la quale riusciamo a sopportare l'insipienza degl'increduli. Perciò se Aristodemo è schiavo dell'infedeltà, sciogliamone i nodi. Sia obbligato, anche se tardi, a riconoscere il suo creatore: non cesserò infatti da quest'opera fino a che sia data la medicina alla sua ferita. Come i medici che hanno tra le mani un malato bisognoso di cure, così siamo noi; se ancora Aristodemo non è stato guarito per le cose or ora fatte, si curerà con quelle che ora compirò".
E fatto venire vicino a sè Aristodemo, gli diede la sua tunica; ed egli restò con il solo pallio. Aristodemo gli domandò: "Perché mai mi hai dato la tua tunica?".
E Giovanni: "Affinché almeno così abbandoni confuso la tua infedeltà". Aristodemo replicò: "E come la tua tunica mi farà abbandonare la mia infedeltà?". E l'apostolo: "Vai a metterla sopra i corpi dei defunti, dicendo così: "L'apostolo di nostro Signore Gesù Cristo mi inviò affinché nel suo nome risorgiate, e tutti sappiano che la vita e la morte obbediscono al mio Signor Gesù Cristo"".
Aristodemo obbedì, li vide risorgere, si prostrò davanti a Giovanni, e andò in fretta dal proconsole al quale disse a voce alta: "Ascoltami, ascoltami, proconsole. Ti ricorderai, penso, come spesso mi sia adirato contro Giovanni e abbia macchinato ogni giorno molte cose contro di lui; temo di sperimentare la sua ira. E' un dio infatti sotto forma umana; bevuto il veleno, non solo continuò a essere incolume, ma per mano mia, con il contatto della sua tunica, richiamò in vita coloro che per il veleno erano morti, ed ora non mostrano più alcun segno di morte".
All'udire tali cose il proconsole esclamò: "E ora cosa vuoi che faccia?". Rispose Aristodemo: "Andiamo a gettarci ai suoi piedi, chiediamo perdono e facciamo qualunque cosa ci comanderà". Vennero assieme e si prostrarono chiedendo indulgenza. Al vederli egli offrì a Dio un ringraziamento e comandò loro una settimana di digiuno; al termine del quale li battezzò nel nome di nostro Signore Gesù Cristo, di suo Padre onnipotente e dello Spirito santo illuminatore. Dopo essere stati battezzati con le loro famiglie, domestici e parenti, spezzarono tutti i simulacri e costruirono una basilica sotto il titolo di san Giovanni. In essa lo stesso Giovanni apostolo morì nel modo seguente.