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Memorie apostoliche di Abdia

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[22] Essendo all'età di novantasette anni, gli apparve il Signore Gesù Cristo con i suoi discepoli e gli disse: "Vieni a me, è tempo ormai che tu esulti nel mio convivio con i miei fratelli". Quando l'apostolo si alzò, lo stesso Signore aggiunse: "La domenica della mia Risurrezione, cioè fra cinque giorni, verrai a me". Detto questo rientrò in cielo.

Intanto, spuntata la domenica, una gran folla si radunò nella chiesa costruita in suo onore. Qui, avendo celebrato i suoi riti molto prima del canto dei galli, verso l'ora terza, tenne questo discorso al popolo: "Conservitori, coeredi, e compartecipi del regno di Dio, avete constatato le opere che per mano nostra il Signore Gesù si è degnato fare. Noi siamo stati esecutori della sua volontà; è lui il vero autore dei prodigi, che sembravano essere operati da noi e tutto avveniva perché lui comandava Perciò fino a tanto che ce li concesse abbiamo accolto quei miracoli, i doni, il riposo, il ministero, la gloria, la fede, la comunione, gli offici, la grazia: ogni volta che ce ne ha concesso li abbiamo distribuiti. In lui ci siamo mantenuti, abbiamo gioito, siamo vissuti.

Ma ora egli mi chiama ad un'altra opera, che si deve consumare nel Signore. Desidero finalmente morire ed essere con Cristo, affinché ciò che un giorno abbiamo desiderato, si degni finalmente di concederlo. Che cosa dunque vi lascerò per garanzia? Ma avete le sue caparre, avete il deposito della sua mansuetudine e pietà: sia esso conservato tra voi, sia allietato con la vostra vita casta. Tra voi si mangi il cibo dei padri, affinché possiate fare la volontà del Padre che è in cielo; tra voi si formi quella corona che egli compose con questi fiori rivestiti con il suo proprio sangue. Tu, Signore Gesù, benignamente proteggi con la tua misericordia la Chiesa che ti sei edificata Tu solo, Signore, sei misericordioso, pio, salvatore e giusto, radice di immortalità e fonte di incorruttibilità: santifica la società di questa comunione".

E aggiunse: "Dio, che solo sei salvatore, che ti sei degnato conquistare alla libertà questo popolo con la gloriosa passione del tuo Figlio, degnati di custodirlo, sempre fedele, ti prego, Signore, ai tuoi precetti e fecondo nelle tue buone opere. Esaudisci le supplichevoli preghiere del tuo servo, guida questo tuo popolo, a te consacrato, fedele alle tue leggi, tu che lo hai eletto quale plebe adottiva e in più ti sei degnato chiamare figlio; dirigilo nel camminare secondo i tuoi precetti giorno e notte, per il benedetto unigenito Figlio tuo, che volle farci suoi discepoli e che ci costituì pastori delle sue pecore, che con te, Padre, vive, domina e regna con lo Spirito santo in eterno".




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