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Memorie apostoliche di Abdia

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[8] Intrapreso il viaggio con l'intenzione precisa di liberare, non appena arrivati, la Persia dalla triste seduzione dei maestri, di cui abbiamo parlato, gli apostoli Simone e Giuda incontrarono l'esercito che andava in guerra, guidato dal comandante in capo del re babilonese Serse, Varardach; costui aveva intrapreso la guerra contro gli Indi, che avevano invaso il territorio della Persia: nel suo seguito aveva sacrificatori, arioli, maghi, incantatori, ognuno dei quali secondo la propria mansione, sacrificando ai demoni, dava i responsi della propria fallacia.

Accadde che nel giorno in cui gli apostoli si trovavano tra l'esercito, quelli, pur facendosi tagli e spargendo il proprio sangue, non riuscivano a dare al comandante il responso a proposito della guerra. Si diressero perciò al tempio della vicina città per consultare colà gli dèi; ne udirono uno che con un grosso muggito così sentenziava: "Ci sono uomini stranieri che camminano con voi per andare in battaglia; per questo non si possono dare responsi; ad essi è stata conferita così tanta potenza da Dio, che nessuno di noi osa parlare alla loro presenza".

Saputo ciò, il comandante in capo del re Serse, Varardach, li fece ricercare tra l'esercito; trovatili, chiese loro di dove fossero, perché erano lì, perché fossero andati da quelle parti. A lui rispose il santo apostolo Simone: "Se chiedi dell'origine, siamo Ebrei; se della nostra condizione, siamo servi di Gesù Cristo; se vuoi sapere il motivo della nostra presenza, siamo venuti per la vostra salvezza, affinché, abbandonato il falso culto degli idoli, possiate conoscere il Dio che è nei cieli".

"Per ora - disse il comandante Varardach rispondendogli -, sto per entrare in battaglia al fine di tenere lontano gli Indi dall'invadere la Persia, prima che abbiano a guadagnarsi le forze ausiliari dei Medi contro di noi. Perciò non è ora il momento opportuno che io discuta delle vostre cose. Se poi il ritorno sarà felice e favorevole a noi, vi ascolterò".

L'apostolo Giuda (rispose): "Signore, ascoltami; è più conveniente che tu conosca colui con la cui forza e con il cui aiuto puoi vincere, o almeno incontrare calmi quelli che ti si sono ribellati".

Allora il comandante Varardach disse: "Poiché odo che i vostri dèi sono davanti a voi e vi danno i responsi, voglio che voi ci prediciate il futuro, affinché possa sapere l'esito della battaglia".




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