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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[10] Udite queste cose, i sacerdoti persiani, che erano nell'esercito, apertamente gridavano: "I nostri magnifici dèi, nelle loro vesti dorate, cariche di gemme purpuree ed intessute d'oro, tra le coppe, il bisso e la seta ed ogni splendore del regno babilonese, nel dare i responsi divini, qualche volta possono sbagliare; questi cenciosi poi, i quali non hanno personalità alcuna, come osano attribuirsi tanto? Il solo guardarli è un'ingiuria. E tu, comandante, non punisci costoro, la cui sola presenza è di ingiuria ai nostri dèi?". Rispose il comandante: "E' strano che stranieri, miseri e sconosciuti, affermino con tanta costanza ciò che sembra contrario alla testimonianza dei nostri dèi".
I capi dei sacerdoti gli risposero: "Comanda che siano tenuti in custodia, perché non fuggano". E il comandante: "Non solo ordinerò che siano custoditi, ma voi stessi sarete sotto vigilanza fino a domani, affinché ciò che si verificherà insegni se si può o meno comprovare la loro testimonianza. Dopo si vedrà chi veramente debba essere condannato".