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Memorie apostoliche di Abdia

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[13] Avendo il comandante parlato con il re Serse di queste cose ed altre ancora, i maghi Zaroen e Arfaxat che erano già stati al servizio del re, mossi da zelo e insieme da sdegno, sparsero dicerie affermando: "Quegli uomini sono maligni, poiché hanno ordito con astuzia prima contro gli dèi della nazione, poi contro il regno"; e proseguirono: "Se vuoi sapere, o re, ciò che diciamo, non si permetta che essi parlino se prima non avranno adorato i tuoi dèi". E il comandante ad essi: "Avete il coraggio di sostenere il confronto con essi' Se li vincerete, allora si ritrarranno". I maghi replicarono: "E' giusto che, come noi adoriamo i nostri dèi, anche essi li adorino". E il comandante: "Ciò lo dimostrerà appunto il confronto con voi". E i maghi: "Vuoi vedere che la nostra potenza provi come non potranno parlare alla nostra presenza: comanda che si presentino coloro che sono facondi nel parlare, accorti nelle argomentazioni e vigorosi nell'esprimersi; se dimostreranno coraggio nel parlare alla nostra presenza, ci giudicherai degli ignoranti".

Per ordine del re e del comandante, furono subito convocati tutti e furono avvertiti dal comandante che con tutta la tenacia di cui erano capaci sostenessero delle scommesse con questi maghi, e li facessero desistere dal soggetto delle loro difese e argomentazioni. Dopo che i maghi ebbero parlato alla presenza del re e del comandante e di tutti i notabili, tutta quella accolta diventò muta al punto da non potere indicare neppure con segni che non poteva parlare. Trascorsa quasi un'ora, i maghi dissero al re: "Affinché tu sappia che noi siamo della schiera degli dèi, permettiamo a costoro di parlare, ma non di camminare"; aggiunsero: "Ecco rendiamo loro la facoltà di camminare, ma facciamo sì che ad occhi aperti non vedano nulla".

E avendo fatto anche questo, il cuore del re e del comandante si intimorì, e alcuni loro amici dicevano che non si dovevano disprezzare cotesti maghi, affinché non causassero anche al re e al comandante un qualche malanno corporale. Mentre questo spettacolo si svolse dal mattino presto fino all'ora sesta i convocati furono colpiti da timore, e se ne ritornarono ciascuno alla propria casa, stanchi per il troppo eccitamento.




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