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Memorie apostoliche di Abdia

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[7] Mentre l'apostolo parlava di queste cose, si verificò un fatto luttuoso: si piangeva per la morte del figlio del re. Al suo funerale partecipavano i maghi, i quali non potendolo risuscitare cercavano di persuadere il re che il figlio era stato rapito dagli dèi nel loro numero, per essere uno degli dèi, al quale era dunque doveroso innalzare una statua e un tempio.

Udito ciò, l'eunuco Candace, entrato dalla regina, le disse: "Comandate che siano fermati questi maghi! Prego che venga da noi l'apostolo di Dio, Matteo. Se egli lo risusciterà, farai in modo che costoro siano arsi vivi, perché tutti i mali nella nostra città accadono appunto a causa loro".

Allora per ordine di Candace, uomo onorato presso il re, furono inviati alcuni i quali pregarono l'apostolo e lo introdussero con onori dal re. Mentre Matteo entrava, gli si prostrò ai piedi Eufenissa, regina dell'Etiopia, dicendo: "Riconosco che tu sei l'apostolo mandato da Dio per la salvezza degli uomini e che sei discepolo di colui che risuscitava i morti e allontanava dagli uomini tutte le malattie con un suo comando. Or dunque vieni ed invoca il suo nome sul defunto mio figlio: credo infatti che se così farai, egli rivivrà". E l'apostolo a lei: "Tu, finora, non hai udito dalla mia bocca la predicazione del mio Signore Gesù Cristo, e come puoi dire: "Credo"? Sappi comunque che tuo figlio ritornerà a te".

Entrato, alzò le mani al cielo, dicendo: "Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, tu che hai mandato il tuo Figlio Unigenito dal cielo sulla terra per la nostra restaurazione, per allontanarci dall'errore e per mostrarci che tu sei il vero Dio, ricordati delle parole del Signore Gesù Cristo Figlio tuo: "In verità vi dico che tutto ciò che chiederete nel mio nome, al Padre mio, egli ve lo concederà". Affinché dunque le genti conoscano che all'infuori di te non v'è altro onnipotente, e sia dimostrata vera questa asserzione della mia bocca, questo fanciullo riviva". E presa la mano del defunto disse: "In nome del Signore mio crocifisso, sorgi Eufranore". E il fanciullo subito risorse.

A questa vista il cuore del re si spaventò; comandò che gli si portassero corone e porpora, mandò araldi per la città e per le diverse province dell'Etiopia, dicendo: "Venite nella città a vedere Dio nascosto nella apparenza di un uomo".




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