Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Memorie apostoliche di Abdia

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

[15] Frattanto Ifigenia, la santissima vergine di Cristo, elargì ai sacerdoti e al clero tutto ciò che possedeva in oro, in argento e in pietre preziose, dicendo: "Innalzate una chiesa degna dell'apostolo di Cristo; quanto supererà, distribuitelo ai poveri; è necessario che io sostenga la lotta con Irtaco".

Dopo queste cose si verificò un secondo fatto a proposito di Ifigenia: il re Irtaco, lusingandosi di potere giungere ad ottenere il suo consenso, le mandò le mogli di tutti i nobili. Ma questo non gli fu possibile; convocò allora i maghi, affinché la rapissero con l'aiuto dei demoni. Poiché non potevano compiere ciò neppure essi, fece appiccare il fuoco all'edificio nel quale Ifigenia, rimanendo con le vergini di Cristo, conversava col suo Signore giorno e notte.

Ma mentre intorno ardeva il fuoco, apparve un angelo del Signore insieme all'apostolo Matteo, dicendo: "Ifigenia, sta calma e non spaventarti tra queste fiamme; esse ritorneranno a colui dal quale sono state suscitate". Mentre le fiamme crepitavano intorno al pretorio ove era la santa Ifigenia, Dio fece levare un vento fortissimo e cambiò la direzione di quell'incendio dalla dimora della sua vergine, dirigendolo verso il palazzo di Irtaco che fu distrutto al punto che in pratica non si salvò nulla di quanto v'era. Irtaco riuscì ad uscire con il suo unico figlio, ma sarebbe stato meglio se fosse perito.

In suo figlio entrò un demone violentissimo: con una corsa pazza lo portò al sepolcro dell'apostolo Matteo; le mani legate dietro la schiena dallo stesso diavolo, fu costretto a confessare i crimini del padre. I segni della elefantiasi colpirono lo stesso Irtaco da capo a piedi; non potendo i medici curare tale malattia, egli impugnò la spada contro di sè: si trafisse, compiendo così un degno supplizio; la spada con la quale aveva colpito alle spalle l'apostolo del Signore, gli trapassò lo stomaco.

Dopo ciò, tutto il popolo saltò di gioia per la di lui morte; a capo di tutto l'esercito fu posto il fratello di Ifigenia, di nome Beor, il quale, per merito di Ifigenia, aveva ricevuto la grazia del Signore dalla mano di Matteo. Costui pertanto all'età di venticinque anni cominciò a regnare in Etiopia e mantenne il regno per sessantatré anni. La sua vita giunse agli ottantotto anni. Mentre era ancora vivo, mise a capo dell'esercito il primo dei suoi figli, e il secondo lo nominò re; vide i figli dei suoi figli, fino alla quarta generazione; ebbe una saldissima pace con i Romani ed i Persiani. Inoltre tutte le province dell'Etiopia furono piene di chiese cattoliche, fino al giorno d'oggi, per merito di Ifigenia.

Quivi accadono cose meravigliose allorché si celebra il beato apostolo. Egli fu il primo a scrivere, in ebraico, il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo che, con il Padre e lo Spirito santo, vive e regna nei secoli dei secoli.

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License