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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[5] Allora il re Polimio gli domandò: "E come fu la prima ad essere vergine quella da cui è nato l'uomo Dio?". L'apostolo rispose: "Rendo grazie a Dio, perché ascolti con diligenza; dicendo "primo uomo" ho voluto indicare Adamo, fatto dalla terra; quella terra, dalla quale egli era stato fatto, era vergine, perché non era stata contaminata da sangue umano, né era stata tratta dal sepolcro di un morto. Era evidente, come dissi, che colui il quale aveva vinto il figlio della vergine fosse vinto dal Figlio della Vergine. E perciò, come uno che esce vincitore dalla lotta contro un tiranno manda i suoi soci in ogni terra di questo tiranno, affinché innalzino le insegne trionfali del loro re vittorioso, così quest'uomo vittorioso, Cristo Gesù, mandò noi in tutte le province, affinché togliamo di mezzo i satelliti del diavolo, che occupano insistentemente i templi e sottraiamo al potere di colui che è stato vinto gli uomini che li venerano. Per questo non accettiamo argento ed oro, anzi li disprezziamo, così come anche lui li ha disprezzati. Desideriamo essere ricchi là dove regna unicamente il suo dominio, là dove non c'è languore né malattia né tristezza né morte; bensì felicità perpetua e beatitudine perenne, gaudio senza fine, e le delizie durano in eterno. Per questo, entrato nel vostro tempio, io tengo prigioniero il demone che dall'idolo pronunciava responsi, con l'aiuto degli angeli di colui che mi mandò.
Per la qual cosa se sarai battezzato e concederai di essere illuminato, ti farò vedere e conoscere quanto sia il male che ti schivi. Ascolta con quale artificio il demone cura tutti quelli che giacciono nel tempio malati, ingannandoli: siccome il diavolo vinse il primo uomo, come più volte ho detto, in forza di quella stessa pessima vittoria esercita il suo potere in alcuni, a quanto pare, in grado maggiore, ed in grado minore in altri, in quelli cioè che peccano di meno. Egli stesso, il diavolo, fa ammalare gli uomini con i suoi artifizi e persuade costoro a credere agli idoli. E appena ha potere sulle loro anime, cessa dall'infierire su di essi solo quando dicono ad una pietra o ad un metallo: "Tu sei il mio dio". Ma poiché il demone che si nascondeva nella statua è tenuto da me prigioniero, egli non può dare alcun responso a quelli che gli sacrificano e lo adorano. E se vuoi provare che è proprio così, gli comanderò di entrare nella sua statua e farò sì che egli stesso confessi proprio questo, che cioè è prigioniero e che non può più rilasciare responsi". Gli dice il re: "Domani, all'ora prima, i sommi sacerdoti si troveranno pronti a sacrificargli, ed io verrò subito dopo di loro, per assistere a questo avvenimento mirabile".